Italia

Indesit, 1500 in corteo a Fabriano: “No a delocalizzazione in Polonia”

 FABRIANO. Circa 1500 lavoratori degli stabilimenti Indesit di None (Torino), Teverola e Carinaro (Caserta), Comunanza (Ascoli Piceno)e Fabriano (Ancona) sono partiti in corteo dal centro di Fabriano fino alla sede legale della Indesit Company.

Una manifestazione indetta da Fiom, Fim e Uilm per chiedere all’azienda di non chiudere la fabbrica torinese di None, delocalizzando la produzione di lavastovigliein Polonia. In tutti i siti del gruppo i lavoratori saranno in sciopero per otto ore. L’attesaè per l’incontro del 19 giugno al ministero.

Al corteo, animato da slogan, striscioni, cartelli e anche qualche petardo, partecipano il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola, il vicesindaco di None Stefano Rizzo, l’assessore del comune di Airasca Donato Frisoli, il vescovo di Fabriano Giancarlo Vecerrica. Oltre a delegazioni di partiti e sindacati sfilano anche rappresentanze della Thermowatt di Arcevia e della Ariston Thermo Group di Genga.

“Dalla crisi non si esce chiudendo le fabbriche. – dice Anna Trovò della Fim Cisl – None si può salvare. Siamo qui per parlare all’ad e ai manager e convincerli a cambiare idea”.

Molte speranze sono riposte nell’incontro di martedì al ministero dello Sviluppo Economico con Corrado Passera che, per quel giorno, ha convocato le rappresentanze sindacali. Ci spera anche il vicesindaco di None Stefano Rizzo: “Il 19 giugno, dal tavolo convocato al ministero dello Sviluppo economico dovranno arrivare proposte concrete, altrimenti assisteremo alla desertificazione industriale del nostro territorio. Senza un piano industriale ci saranno solo desertificazione e precarietà”.

Il vescovo di Fabriano Vecerrica ha commentato:”Noi che in qualche modo abbiamo responsabilità – ha detto – dobbiamo essere uniti perché si trovino tutte le soluzioni possibili per salvare i posti di lavoro e mantenere unite le famiglie: perché ne va della famiglia, sia a livello materiale sia spirituale”.

“Siamo consapevoli delle difficoltà che non solo la Indesit, ma l’intera manifattura italiana sta attraversando. Ma siamo qui per chiedere agli imprenditori di fare uno sforzo comune per salvare l’attività industriale, e per salvare None, senza delocalizzare in Polonia, come la Indesitè intenzionata a fare. A Fabriano sono presenti 200 lavoratori Indesit da None, 100 da Caserta, e altri da Comunanza”, ha dettoGianluca Ficco, responsabile nazionale elettrodomestici della Uilm-Uil.

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