Italia

Concerto per l’Emilia: raccolti 2,5 milioni. E ora la visita del Papa

 BOLOGNA. Migliaia di persone,migliaia di voci disposte ad urlare dietro alla gola roca di Luciano Ligabuee a commuoversi per Caterina Caselli e il suo “si muore un po’ per poter vivere”.

O ancora a sussurrare i “Giudizi universali” di Samuele Bersani. È stato uno spettacolo nello spettacolo, quello offerto lunedì sera dai quasi quarantamila venuti allo stadio Dall’Ara di Bologna per il “Concerto per l’Emilia”.

Lo spettacolo- concluso poco prima dell’una dai Nomadi con “Dio è morto” – ha permesso di raccogliere due milioni e mezzo di euro per le popolazioni colpite dal terremoto. Lo ha reso noto in diretta tv su Raiuno, al termine del maxiconcerto, Fabrizio Frizzi: al milione di euro raccolto con il biglietto d’ingresso allo stadio Dall’Ara, si è aggiunto circa un milione e mezzo grazie agli sms inviati dal pubblico da casa.

Grande assente Vasco Rossi, che fin dall’inizio ha deciso di non essere della partita e che su Facebook ribadiva che “la solitudine è una necessità…”. Per il resto, c’erano tutti: compreso Zucchero, che ha rotto gli indugi, prima ancora della sigla televisiva per la diretta su Rai Uno, dettando i tempi con una ballata – “Il suono della domenica – dedicata proprio a questa sua terra squassat”a. Pochi minuti ed era inevitabile andare con la mente ai campanili distrutti, ai capannoni venuti giù, alle tende lungo quella “grande pianura” cantata da Francesco Guccini, il primo ad aver aderito all’appello per questo concerto lanciato a pochi giorni dal terremoto dal leader dei Nomadi, Beppe Carletti.

Guccini che, in un simbolico passaggio di consegne, ha dato il benvenuto sul palco a Luciano Ligabue. Lui, da grande narratore di questa terra, con due sole canzoni ha raccontato la microstoria dell’Emilia ferita: prima Il giorno di dolore, “che nessuno te lo spiega perchè sia successo a te”; ma poi, la nota positiva con “Il meglio deve ancora venire”. Un’emozione che passa senza fermarsi dal prato dello stadio al retro. Ed è Bersani a raccontare dei “lacrimoni” dei colleghi quando tornano dietro le quinte.

Brividi che percorrono la schiena quando sui maxi schermi appare la foto di Lucio Dalla mentre Gianni Morandi, in un duetto con il leader degli Stadio, Gaetano Curreri, riporta Bologna a cantare in coro Piazza Grande. Tra un balletto di una scatenata Raffaella Carrà (che ha orgogliosamente ricordato i suoi natali in questa città), e un fuori programma con gli sciatori Tomba e Razzoli, c’è anche lo spazio per qualche fischio tra il pubblico quando Frizzi ha ricordato la visita del Papa nelle zone terremotate prevista per martedì.

Poco prima della mezzanotte, dopo Nek, Paolo Belli, e tutti gli altri artisti che gratuitamente hanno cantato, un secondo omaggio a Dalla è arrivato da un’altra delle artiste più attese, Laura Pausini, che con Cesare Cremonini ha cantato “L’anno che verrà”, iniziata dal cantante bolognese con un “Caro Lucio ti scrivo”.

VISITA DEL PAPA. Benedetto XVI, secondo quanto comunicato dalla sala stampa vaticana e dal Vescovo di Carpi, partirà alle 9 in elicottero dal Vaticano per atterrare alle 10.15 nel campo sportivo di San Marino di Carpi, dove sarà accolto dal capo della Protezione Civile, prefetto Franco Gabrielli, e da monsignor Cavina. Il Papa poi si trasferirà verso Rovereto di Novi, dove attraverserà la zona rossa, vicino alla chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. Qui il Papa si fermerà in preghiera, da solo, prima di percorrere la via della cittadina per salutare la gente del paesino devastato dal sisma il 29 maggio.

Alle 10.50 sotto il gazebo preparato per l’incontro nel centro di Rovereto, ci saranno tre sedie: per il Papa, per il cardinale Carlo Caffarra, presidente della Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna, e per il presidente della Regione Vasco Errani. Le autorità saranno in piedi tra la gente. Per i saluti al Papa sono ammesse circa 50 persone delle zone terremotate: due famiglie scampate ai crolli, una rappresentanza di sindaci, una di parroci e i Vescovi delle Diocesi terremotate, oltre a rappresentanti della Protezione civile, volontariato e associazionismo impegnati negli aiuti. Alle 11.50, Benedetto XVI si trasferità in auto al campo sportivo di San Marino di Carpi, da dove alle 12 ripartirà in elicottero per il Vaticano.

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