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Europei, debutto positivo per gli azzurri: l’elogio di Napolitano

 Debutto, tutto sommato,
positivo per gli azzurri agli Europei. Un pareggio contro chi negli
ultimi anni ha vinto tutto: europei, mondiali e
tutta la gamma delle coppe del calcio.
La Spagna, sulla carta, avrebbe dovuto stravincere, considerando anche quell’Italia sprofondata nell’amichevole contro la Russia. E
invece onore a Prandelli e ai suoi ragazzi che, nonostante alcune lo scandalo calcioscommesse e alcune defenzioni, hanno affrontato in pochi giorni una riforma tattica: dentro Giaccherini, De Rossi
trasformato in difensore e, novità elaborata in corso d’opera, Di Natale
finalmente recuperato, non appena è riaffiorata l’abulia di Balotelli.

Una lezione di velocità e di praticità apprezzata anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,che ha tifato in tribuna, poi ha
abbracciato Buffon negli spogliatoi, ricordandone un discorso al Quirinale sulla politica
responsabile in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

La scelta tattica di Prandelli, di rivedere il 4-4-2 naufragato
nell’ultima amichevole, per far posto a un 3-5-2 folto a centrocampo, ha
pagato. La decisione di lasciare spazio sugli esterni a una Spagna
schieratasi senza attaccanti di ruolo è stata voluta, come quella di
difendere il centro del campo con un De Rossi sontuoso nel ruolo di
ultimo difensore e abile a rilanciare l’azione palla al piede sin dalla
retroguardia. A metà campo Pirlo ha faticato a trovare spazio mentre
Thiago Motta ha provato l’incursione con un colpo di testa ben respinto
da Casillas. Se Cassano, in avanti, è sembrato sempre vivace e pronto a
colpire, il pur volenteroso Balotelli ha patito la pressione dimostrando
scarsa lucidità sottoporta. E allora l’ingresso di Antonio Di Natale si
è rivelato indovinato: gol pochi minuti dopo essere subentrato a
SuperMario.

Colpita nell’orgoglio la squadra di Del Bosque ha
tentato la reazione e l’Italia è caduta laddove, invece, si era
dimostrata meno vulnerabile, nei corridoi centrali, ma l’inserimento di
Fabregas si è rivelato fatale. Nel finale gli azzurri hanno accusato la
stanchezza, l’ingresso di Giovinco, a inerzia della gara volta in favore
spagnola, non ha garantito freschezza anche se Marchisio, dopo un
mortifero lob di Torres finito alto, ha tentato l’ultimo assalto. L’1-1
può essere un risultato più che accettabile, la sensazione è che
quest’Italia possa ancora crescer.

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