Esteri

Egitto, sciolto il Parlamento: elezioni da rifare

 CAIRO. L’Assemblea del popolo – la Camera bassa del Parlamento egiziano – ha avuto solo sei mesi di vita. La Corte Costituzionale, infatti, ha stabilito l’incostituzionalità della legge elettorale che ha regolato il recente voto politico.

“La decisione di sciogliere l’intera Assemblea- spiega il presidente della Corte Costituzionale, Farouk Soltan – deriva dal fatto che la legge elettorale è contraria alla Costituzione. Spetta ora all’esecutivo indire le nuove elezioni”.

A due giorni dalle presidenziali, le prime del post Mubarack, la situazione politica in Egitto si scalda. Inizialmente si era detto che la Corte aveva definito nulla l’elezione di un solo terzo dei seggi del Parlamento, ovvero quelli uninominali attribuiti con il maggioritario. La Corte, invece, ha definito “incostituzionale” l’intera normativa e ha stabilito la necessità di indire nuove elezioni per riassegnare tutti i seggi della Camera bassa.

Alle recenti elezioni hanno vinto i Fratelli Musulmani. Davanti alla sede della Corte Costituzionale del Cairo si sono raggruppati numerosi sostenitori del partito islamista per protestare contro la decisione dei giudici. In una conferenza stampa, il vice presidente della Corte Costituzionale, Maher Sami ha chiarito che il verdetto dei giudici comporta lo scioglimento di tutta l’Assemblea del popolo, la camera bassa del Parlamento, equivalente alla Camera dei deputati.

L’Assemblea del popolo, ha spiegato, da questo momento non esiste più data l’incostituzionalità degli articoli della legge sui quali sono state fatte le elezioni. Sami ha sottolineato che tutte le leggi approvate finora rimarranno valide. Alla domanda se questo valga anche per l’assemblea costituente, eletta dai parlamentari due giorni fa, il vice presidente della Corte ha ribadito che tutte le leggi fin qui adottate restano valide.

La Corte Costituzionale egiziana ha anche validato la candidatura alle presidenziali di Ahmed Shafiq, già premier durante la presidenza di Hosni Mubarak. Il massimo organo giudiziario egiziano ha definito incostituzionale la legge che bandisce dalla vita politica gli esponenti del vecchio regime, dando di fatto il via libera alla candidatura di Shafiq.

“La Corte Costituzionale ha stabilito che l’isolamento politico è incostituzionale”, ha riferito l’agenzia egiziana Mena. Shafiq era stato inizialmente escluso dalla corsa presidenziale, salvo essere riammesso all’ultimo momento. L’ex premier sfiderà il candidato dei Fratelli Musulmani, Mohamed Morsi, nel ballottaggio presidenziale che si terrà sabato e domenica prossima.

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