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Camigliano: “Re Maso”, spettacoli di animazione, musicali e teatrali

Re MasoCAMIGLIANO. Il Comune di Camigliano si prepara ad accogliere una nuova iniziativa finalizzata alla promozione culturale, grazie all’ausilio dei Laboratori Movimenti, Sudetnica, I Passi del Tempo ed intercultura.

L’evento in questione è intitolato “Re Maso”, in programma la domenica 8 luglio, alle ore 21. L’evento, prevede inizialmente svariati momenti di animazione che si svolgeranno nei cortili del borgo di via Parisi. Questo è il quarto anno che il Comune di Camigliano promuove i laboratori culturali e grazie all’impegno degli esperti, Antonella Izzo (laboratorio Movimenti, Marino Sorrentino (laboratorio intercultura), Fabio Carusone (laboratorio sud etnica) e Luisa Di Bernardo (Laboratorio i Passi del Tempo) a cui va il ringraziamento dell’Amministrazione Comunale, i cittadini del territorio che si impegnano durante l’anno su temi culturali sono sempre di più, una vera e propria salutare contaminazione.

Lo spettacolo finale che si svolgerà in Piazza Principe di Piemonte, vede impegnati circa 50 attori che si cimenteranno ad interpretare l’ultimo lavoro della regista Antonella Izzo: “Re Maso”. Un testo in dialetto per dare significato e forza alla voce del popolo. “Re Maso” è il sogno di una classe sociale che vuole svegliarsi per dare giustizia ai morti di fame, agli oppressi e ai lavoratori onesti. Un Re senza corona, un uomo senza cultura e senza regno, un figlio della miseria e della fame a governare la rabbia e la speranza della povera gente. Una storia raccontata con la musicalità del dialetto antico e con la magica gestualità della zoccola: la coscienza.

La parte femminile dell’uomo. Un personaggio poco amato da Masaniello, perché protettivo e materno, la donna che lotta per conquistare i diritti da sempre negati dai signori uomini e padroni. La storia descrive il tempo, le guerre, le lotte e le razzie dei briganti, la maledizione della peste e del colera, le abitudini e gli usi di un paese, i disordini della plebe, la dittatura dei regni e dei regnanti, lo sfarzo della chiesa, la divisione dei beni e le gustose cerimonie della borghesia, ma dimentica e occulta la disperazione della gente umile, quella gente obbediente, piena di grazia e di orgoglio che continua ad ossequiare il padrone o il governatore, che recita il rosario due volte al giorno per redimere i peccati ed assicurarsi il regno dei cieli, che ha paura di parlare e di cantare i propri pensieri fatti di desideri possibili, ma irraggiungibili perché inascoltati.

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