Aversa

Sede del tribunale a rischio: la politica si mobilita

 AVERSA. “Portare via la sezione distaccata del tribunale da Aversa rappresenta una sconfitta non solo per la classe forense, ma anche per il territorio”.

Il neo sindaco di Aversa Giuseppe Sagliocco ritiene quella di abolire gli uffici giudiziari aversani accorpandoli a Napoli “una soluzione illogica irrazionale. Spero si tratti solo di un pensiero malsano di qualcuno”. Intanto, si corre ai ripari. Sagliocco, infatti, afferma: “Ci siamo già attivati. Abbiamo ipotizzato di utilizzare il contenitore posto nella zona delle case popolari che, opportunamente ristrutturato, potrebbe servire allo scopo, o di riprendere il discorso di San Domenico, sede degna. In questo senso ho già avuto due incontri con la sovrintendenza. Ho anche interessato il senatore Pasquale Giuliano per attivare un tavolo unitario dei parlamentari della provincia”.

Ed è proprio il senatore aversano a dichiararsi “apertamente contro questa ipotesi avanzata dal responsabile del Dipartimento Organizzazione Giustizia, Billitteri, con il quale mi sono incontrato in attesa di avere un confronto diretto, tra martedì e mercoledì con il ministro della giustizia”. “La revisione della organizzazione e della geografia giudiziaria secondo la logica della indiscriminata e totale cancellazione delle sezioni distaccate dei tribunali, – ha continuato Giuliano – costituirebbe una soluzione nefasta, destinataulteriormente, specie al Sud, ad allontanare i cittadinidall’amministrazione della giustizia”.

“Le dichiarate esigenze di ‘spending review’ – ha concluso Giuliano, che è stato anche sottosegretario al ramo – non possono e non devono in alcun modo rendere particolarmente difficoltoso edoneroso il ricorso al giudice, cosa che si verificherebbesicuramente nel caso in cui si procedesse, contemporaneamente all’abolizione delle sezioni distaccate, alla costituzione dimegauffici giudiziari. Un’organizzazione siffatta, oltre adallungare ulteriormente i tempi di giustizia penalizzerebbe in modo inammissibile i cittadini e i loro diritti costituzionalmente protetti e aprirebbe praterie alle infiltrazioni della malavita organizzata”.Il parlamentare azzurro ricorda anche che a Marano la struttura appena terminata è stata sgomberata per problemi statici, mentre a San Domenico, grazie ad un leasing in costruendo, si può realizzare un tribuna più che degna con le relative strutture.

Critiche anche dagli addetti ai lavori . “La meraviglia è tale – ha dichiarato l’avvocato Carlo Maria Palmiero, aversano, delegato nazionale per la Corte di Appello di Napoli presso l’Organismo Unitario dell’Avvocatura – che spero che la notizia sia infondata. Fino a qualche giorno fa, le indiscrezioni sembravano salvare Aversa, grazie anche all’impegno del presidente del Tribunale, Della Selva e del neo eletto sindaco. Il provvedimento ministeriale va nell’ottica del miope taglio degli uffici, senza considerare le ricadute (negative) che l’elefantiaco accorpamento proposto genereranno. Infatti, da un lato Marano non sarà in grado di accogliere, oltre che il contenzioso della parte nord della provincia di Napoli, anche quello di Aversa, sinora capace, nonostante le sue – purtroppo da lungo tempo trascurate – difficoltà logistiche, di dare, grazie all’abnegazione di avvocati, magistrati e personale di cancelleria, una buona risposta alla domanda di giustizia. L’Avvocatura Nazionale insieme al consiglio dell’ordine e le associazioni forensi sammaritane hanno proposto, a gran voce, di valutare sede per sede l’opportunità degli accorpamenti, poiché l’assenza di unufficio giudiziario incide negativamente ed in modo pesante sull’economia dell’intera collettività. I clienti tenderanno a raggiungere gli studi localizzati presso la sede giudiziaria, gli studi si trasferiranno e il personale sarà assunto altrove. Tanto inciderà sul valore degli immobili, dei locali commerciali, delle attività imprenditoriali”.

In ogni caso, aggiungiamo noi in conclusione, un dato positivo: ovunque si farà l’accorpamento, una positività c’è nella razionalizzazione, ma solo quando la sede accorpante è dotata di buoni parcheggi, adeguati locali per udienze e cancelleria, progettati per l’attività da svolgere e nonda chi della giustizia conosce poco o nulla.

“Una presenza significativa”. Con queste parole definisce più volte la presenza della sezione distaccata del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ad Aversa il vescovo Angelo Spinillo. Il Pastore della diocesi normanna afferma, tra l’altro: “Viviamo con dispiacere la decisione di abolire gli uffici giudiziari aversani. Quando certe decisioni vengono adottate per motivi economici significa che, come comunità, facciamo fatica a gestire luoghi significati, qual è, appunto, quello in cui si amministra la giustizia”.

Monsignor Spinillo sottolinea anche che in una comunità “presenze significative per un territorio non sono solo quelle che hanno un’importanza socio economica, ma quelle che sono tali già per la sola loro presenza”. Un concetto che, subito dopo esplicita: “Mi spiego: la società aversana, grazie alla presenza di un tribunale, sa di avere nel suo tessuto sociale la presenza di un’istituzione che rappresenta lo Stato e solo per questo già si sente più garantita e tutelata. Sa di poter ricorrere alla giustizia con più facilità di quanti non hanno un ufficio giudiziario nel loro territorio”.

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