Aversa

Presidenza a Stabile, vicesindaco al Pdl, grande in Fda, a secco NPsi

Giuseppe StabileAVERSA. Il Pdl cede alle richieste di “Noi Aversani” e concede a Giuseppe Stabile, il più votato, di sedere sulla poltrona più alta del Consiglio comunale quale presidente.

Una scelta dettata, così come sottolineato da Nicola Golia, anche dalla richiesta di avere tre postazioni in giunta, avanzata da buona parte del gruppo consiliare. Il Pdl, però, porta a casa anche la poltrona di vice del sindaco Sagliocco. Ma andiamo per ordine e illustriamo l’organigramma (i nomi nella giornata di domenica) della nuova giunta. A “Noi Aversani”, che hanno quattro consiglieri comunali, oltre alla presidenza del Consiglio, andranno anche due assessori che, quasi certamente, saranno scelti tra i candidati al consiglio comunali non risultati eletti.

Tre posizioni anche per il Popolo della Libertà. Si tratta di tre assessori. Ad uno di essi andrà anche la carica di vicesindaco (rivendicata anche dall’Udc che, alla fine, ha capitolato). Per quanto riguarda i nomi degli assessori, un raggiante Pasquale Giuliano, coordinatore provinciale e aversano doc, afferma: “Il Pdl si rimette al gruppo consiliare e rispetterà le decisioni dei suoi consiglieri comunali”. Voci insistenti danno per vicesindaco quasi certamente Elia Barbato, mentre gli altri due dovrebbero essere Luciano Luciano e un terzo nominato dalla componente ex Alleanza Nazionale.

Ridimensionate le richieste dell’Udc che non riesce a portare a casa la poltrona di vicesindaco, forse anche perché al partito del presidente della provincia Domenico Zinzi sono in molti ad “addebitare” il sindaco Sagliocco, voluto proprio da Zinzi in un primo tempo. Per quanto riguarda i nomi degli assessori del partito di Casini, le indicazioni perverranno in giornata. Sfuggita la poltrona di vicesindaco, l’esecutivo potrebbe non essere appetito dai consiglieri comunali ed ecco, allora che entrerebbero in gioco gli altri candidati al consiglio non eletti.

Grane per la Federazione degli Autonomisti. L’assessore che dovrebbe andare loro, infatti, per il momento, è stato congelato a causa delle divisioni tra il gruppo che fa capo a Paolo Santulli e quello guidato da Armando Lama. Dopo il documento di Santulli, De Chiara e Cannavale di venerdì, con il quale si prendevano le distanze dai seguaci di Lama, sabato si è registrato un documento di una parte dei candidati della lista Fda. Nella nota si sottolineava che i sottoscrittori rappresentavano il 70% dei voti avuti, si auspicava una riappacificazione e si indicava quale rappresentante il consigliere comunale Imma Lama. Alla fine, il tavolo interpartitico ha deciso che il settimo assessore dovrà venire da un’indicazione congiunta di Imma Lama e Paolo Santulli; se così non sarà il sindaco Sagliocco potrebbe scegliere o di non nominare il settimo assessore, in attesa di tempi migliori, o di nominare un tecnico di area autonomista, ma di sua fiducia. Rimane il fatto che Santulli, più che rivendicare, chiedeva condizioni di “praticabilità democratica” all’interno del gruppo.

Così come preventivato, infine, rimane fuori il Nuovo Psi nonostante la presenza di un consigliere comunale nel civico consesso.

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