Aversa

Palmieri rinuncia all’indennità di carica

Domenico PalmieriAVERSA. Domenico Palmieri, consigliere comunale eletto tra le fila dell’Udc, raccoglie il messaggio e segue la strada tracciata dal sindaco Sagliocco, invitando tutti i componenti dell’Assise comunale e i membri dell’esecutivo cittadino a seguire “le orme di Sagliocco” …

… rinunciando, così, alle indennità di carica per poter destinare le somme in tal modo risparmiate a fini sociali. Un’iniziativa, quella di Palmieri, che consentirebbe approssimativamente un risparmio di oltre duecentomila euro l’anno che potrebbero così permettere la realizzazione di una serie di iniziative che lo stesso Palmieri indica, pur lasciando aperto lo spazio ad una riflessione più approfondita sulla destinazione delle stesse.

“Ritengo – afferma Palmieri – che l’esempio dato dal Sindaco sia senz’altro da seguire. L’iniziativa comunicata giorni fa che prevede la volontà di rinunciare all’indennità di carica è sicuramente un segnale forte e che in questo momento di disaffezione nei confronti della politica può contribuire ad un riavvicinamento e ad una riconsiderazione dei politici tutti, oltre, naturalmente a far realizzare un consistente risparmio all’Ente che potrà così disporre di ulteriori somme da impiegare per altri fini. Immaginiamo quante cose si potrebbero fare se tutti, consiglieri comunali, assessori ed altre figure istituzionali, rinunciassero alle proprie indennità mettendo così a disposizione della collettività un’ingente somma di denaro. Si potrebbe, ad esempio, istituire borse di studio per studenti meritevoli appartenenti a categorie sociali bisognose e che non possono concedere ai propri figli stage all’estero o altri percorsi firmativi dal costo elevato. Si potrebbero immaginare forme di sostegno alle ragazze madri o semplicemente fornire beni di prima necessità alle famiglie disagiate che la grande crisi economica ha privato dello stretto indispensabile”.

“Chiaramente – conclude Palmieri – queste sono solo alcune dello possibilità di impiego dei fondi recuperati attraverso questo tipo di economia. Tante altre potrebbero essere le soluzioni studiate o proposte dall’area politiche sociali. Certamente sarebbe un bel segnale all’esterno, verso coloro che guardano con scetticismo ai politici ed alla politica. D’altronde noi non siamo altro che espressione del popolo che ci ha delegato ad amministrare la città, un privilegio che da solo ripaga tutto l’impegno e il lavoro profusi”.

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