Aversa

“Il dilemma delle deleghe”, la mail di un lettore

Piazza Municipio, AversaAVERSA. Continua il balletto delle deleghe da assegnare agli assessori indicati dal sindaco Sagliocco.

Ancora una volta c’è stato un rinvio dell’annuncio che si aspettava, inizialmente, per lunedì. Sembrava cosa fatta, erano state diffuse e poi confermate, sia pure a livello di corridoio, voci degne di considerazione, invece niente. Sembra che ogni volta che la cosa si dia per fatta ci sia chi vuole più di quanto gli sarebbe stato offerto e gli elettori si domandano perché il sindaco non faccia da solo, decidendo tutto quanto senza aspettare il via libera dei partiti come annunciato sulla stampa locale. Una domanda che un lettore ci pone in una mail trasmessa al nostro indirizzo perché la girassimo alla redazione. Non avendo una risposta da dare e non essendo titolati per farlo vi proponiamo la mail che dà una misura delle attese e delle speranze che gli elettori ripongono nella nuova gestione delle città.

“Leggere, oggi 20 giugno, della mancata assegnazione delle deleghe che sono ancora da attribuire, dopo dieci giorni dalla comunicazione dei nomi degli assessori, mi lascia perplesso”, esordisce il lettore. “Ero tra il pubblico – ricorda – quando l’11 giugno il sindaco, dopo avere giurato, ha letto l’elenco dei nomi degli assessori. Avendo ascoltato il discorso fatto dopo il giuramento, in cui ha ribadito l’intenzione di volere cambiare la città e soprattutto la gestione della cosa pubblica, mi chiedo perché sia così difficile assegnare le deleghe”.

“Se gli assessori sono dei collaboratori per ogni sindaco, perché nessun sindaco, per quanto bravo e istruito, ha la capacità di essere esperto di tutto, di capire i meccanismi di tutto e soprattutto nessuno ha il tempo materiale per interessarsi con successo di tutto quanto ha bisogno una città, piccola o grande che sia, proprio non capisco – continua la mail – perché ci si debba accapigliare per ottenere una delega piuttosto che un’altra”.

“Gli assessori, come li definisce l’ordinamento italiano, siano essi comunali, provinciali o regionali, non sono – ricorda la mail – un’amministrazione distinta, autonoma dell’ente che rappresentano ma sono solo una ripartizione organizzativa in seno all’amministrazione stessa, in parole semplici sono dei collaboratori del rappresentante eletto dell’ente, nel nostro caso del sindaco, e non possono fare scelte autonome ma devono presentare in giunta, proponendo al primo cittadino, idee, progetti e quanto altro ritengono sia utile realizzare per la città nell’ambito del settore loro affidato dal sindaco stesso. Solo ottenendo il via libera dal sindaco, che fa sue idee, proposte e progetti e ottenendo, poi, il via libera dalla maggioranza dei componenti della giunta gli assessori possono affidare far realizzare quanto suggerito. Ne segue che parlare di deleghe più o meno pesanti non ha senso”.

“Un tempo – prosegue la mail – non si diceva che un soldato serve la Patria anche facendo guardia ad un fusto di benzina? Se questo vale anche per gli assessori allora una delega vale l’altra, dal momento che gli stessi lavorano nell’interesse della città, impegnandosi in compiti diversi ma tutti finalizzati al medesimo scopo. A meno che non sia su questo che sbaglio”. “Gradirei avere risposta al mio dilemma, magari proprio dl sindaco. A proposito, io ho votato Sagliocco e un componente della sua lista”, conclude la mail.

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