Trentola Ducenta

La città ricorda i giudici Falcone e Borsellino

Falcone e BorsellinoTRENTOLA DUCENTA. La città di Trentola Ducenta ha ricordato i giudici Falcone e Borsellino, nel ventennale della loro scomparsa per mano della mafia, con una serie di iniziative che hanno coinvolto le scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio cittadino.

A chiudere le manifestazioni, che sono iniziate in mattinata e che hanno visto il sindaco Michele Griffo e il vice Sindaco nonché assessore alla pubblica istruzione, Giuseppe Esposito, fare il giro di tutte le scuole, è stato un seguitissimo consiglio comunale aperto al quale hanno partecipato l’assessore provinciale alla pubblica istruzione, Cosima Cincotti, i dirigenti scolastici della scuola elementare, Franco Policarpio, della scuola media Luciana Di Caprio e del Liceo Scientifico, Adriana Mincione, il tenente colonnello dei carabinieri Gianluca Vitagliano, comandante del reparto territoriale di Aversa, Agata Avvedimento, responsabile di Cittadinanzattiva, e Gennaro Del Prete, figlio di Federico, vittima della camorra. L’inizio del consiglio comunale è stato preceduto da un minuto di raccoglimento in memoria di Melissa, la giovane studentessa rimasta uccisa nell’attentato in provincia di Brindisi e delle vittime del sisma dell’Emilia.

Le scuole partecipanti all’evento hanno voluto rendere omaggio a loro modo ai due giudici con spettacoli di danza e declamazioni di poesie, oltre alla lettura di alcune lettere tra cui quella inviata al Ministro dell’Istruzione Profumo dagli alunni del Liceo Classico di Cosenza. Di effetto il filmato prodotto dagli alunni della Quinta A del liceo che illustrava l’evolversi del fenomeno camorristico – mafioso e rievocava i più efferati delitti commessi dalla camorra.

Al termine del filmato si sono succeduti gli interventi, partiti da quello del tenente colonnello Vitagliano, che ha sottolineato come il 23 maggio rappresenti un punto di svolta nell’atteggiamento delle persone nei confronti del fenomeno malavitoso o mafioso in generale, fino ad allora conosciuto da tutti ma volutamente ignorato. Un’importante data, dunque, che segna una presa di coscienza della gravità del fenomeno mafioso e dei gravi danni che esso porta a tutta la società.

Diversi gli interventi telefonici che si sono succeduti nel corso del consiglio comunale a partire da quello del giudice Raffaello Magi che ha promesso di essere presente ad una prossima occasione, forse ad inizio anno scolastico, per ribadire l’importanza della cultura della legalità, per passare a quello di don Luigi Merola, che ha esortato i giovani a non perdere la speranza di sconfiggere la camorra, per finire a quello del giudice Donato Ceglie, di ritorno da Palermo dove aveva preso parte alla celebrazione della giornata in ricordo di Falcone e Borsellino e che ha sottolineato la grande partecipazione alla manifestazione.

Tutti i dirigenti scolastici presenti e l’assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia di Caserta hanno rimarcato l’importanza fondamentale di due Istituti che sono il pilastro della Società: famiglia e scuola, nella educazione alla legalità che cresce sicuramente con manifestazioni e con eventi in memoria, ma è fatta anche di atti quotidiani e di esempi e modelli di vita che solo la famiglia e la scuola possono fornire con successo.

Ha chiuso i lavori il sindaco Griffo che ha voluto ringraziare tutti i presenti e tutti coloro che si sono impegnati per la riuscita della manifestazione. Principalmente, però, ha rivolto un ringraziamento a tutti i giovani alunni ed ai loro genitori per l’impegno profuso e per l’entusiasmo mostrato. “I bambini sono straordinari ed anche in tenera età riescono a cogliere i segnali che noi gli mandiamo e che l’ambiente esterno gli sottopone. Emblematico è stato l’atto di una bambina che nel corso del consiglio comunale ha voluto consegnare un suo disegno al comandante Vitagliano. Da Falcone – ha concluso il sindaco – riprendo un pensiero che mi ha molto colpito: “Parlare ai giovani per favorire il cambiamento”. Ritengo che formare nei giovani una cultura della legalità e spiegare loro che la forza delle idee è invincibile, come lo è stata quella di Falcone e Borsellino, sia indispensabile per migliorare la nostra società”.

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