Marcianise - Capodrise - Portico - Recale - Macerata Campania

Donazioni fittizie per evadere imposte: sequestrati beni per 3 milioni

 MARCIANISE. La Guardia di Finanza di Marcianise, a conclusione delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha eseguito il decreto di sequestro preventivo di 37 tra appartamenti, uffici e magazzini, …

… un costruendo centro benessere e un appezzamento di terreno per il valore complessivo di circa 3 milioni di euro. Il provvedimento, su richiesta del pm Cantiello, è stato assunto dal gip del Tribunale sammaritano a garanzia del credito erariale accertato nel corso di precedente verifica fiscale condotta, dalle stesse Fiamme Gialle, nei confronti dei titolari di un’attività di commercio al dettaglio di materiale di costruzione edile operante nel casertano.

L’operazione arriva a seguito dell’accertamento da parte dei finanzieri di strumentali donazioni di immobili effettuate a favore dei familiari, allo scopo di sottrarre fraudolentemente il patrimonio accumulato in modo illecito all’azione esecutiva dello Stato.

I beni immobili sono nella disponibilità della “Laura Immobiliare s.r.l.”. Nel periodo compreso tra il 30 aprile ed il 22 dicembre 2010 i fratelli Liciberto, Vincenzo, Andrea e Giovanni – rispettivamente titolare (il primo) e gestori di fatto (il secondo e terzo) della ditta individuale Liciberto Vincenzo, esercente l’attività di commercio al dettaglio di materiale da costruzione – procedevano ad un’operazione di cessione a terzi di beni immobili, acquistati prevalentemente a seguito di compensazioni di crediti della ditta con debiti di clienti per forniture di materiale edile, procedendo in una prima fase a mezzo di donazioni delle loro quote ai rispettivi coniugi Agata Masiello, Concetta PontiIlo e Maria Porfidia.

In un momento di poco successivo a questi atti di liberalità, le tre beneficiarie costituivano ditte individuali aventi ad oggetto l’attività di locazione a terzi di beni immobili – gli stessi oggetto delle donazioni – fatti confluire nel patrimonio della società “Laura Immobiliare”, costituita il 30 giugno 2010 contestualmente alla cessazione delle imprese individuali della Masiello, della Pontillo e della Porfidia; della società le stesse risultano socie, laddove il cda è presieduto da Vincenzo Liciberto.

Le alienazioni di immobili intervengono in epoca immediatamente successiva alla conoscenza da parte dei fratelli Liciberto dell’inizio della procedura di riscossione coattiva della pretesa erariale, intervenuta con la notifica delle cartelle esattoriali da parte dell’Agenzia delle Entrate di Caserta per un importo complessivo pari a 2.547.099 euro.

Secondo gli investigatori, le donazioni erano state effettuate all’unico scopo di eludere l’assoggettamento dei beni alle azioni esecutive erariali, risultando, al 30 giugno 2010, tutte le unità immobiliari (ditta individuale Porfidia, ditta individuale Pontillo, ditta individuale Masiello) confluite nella nuova società denominata “Laura Immobiliare”, il cui patrimonio netto è risultato pari a 2.689.055,05 euro.

Gli elementi positivi di reddito rilevabili dalle operazioni non risultavano sottoposti a tassazione e, in quanto tali, qualificabili come illecito provento di evasione, mentre i beni immobili confluiti nella “Laura Immobiliare” rappresentavano il profitto del reato di evasione, risultando la società costituita al solo fine di far disperdere l’origine del patrimonio immobiliare.

Le operazioni societarie, rilevano le Fiamme gialle, si sono palesate come simulate e fraudolente, non risultando sottese da altra causale se non da quella relativa alla sottrazione all’aggressione della procedura di riscossione coattiva: in sintesi, a fronte dell’uscita dal patrimonio di beni immobili, nessun corrispettivo od incremento patrimoniale risultava conferito, in sinallagma, alle società cedenti o a quelle di nuova costituzione, vuoi perché il corrispettivo contrattualmente pattuito per le alienazioni non era stato corrisposto (come dell’ipotesi di alienazione a titolo gratuito) vuoi perché era stato “compensato volontariamente” con crediti asseritamene vantati.

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