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Brindisi, bombe davanti a scuola: morta studentessa, un’altra gravissima

Melissa BassiBRINDISI. Attentato a Brindisi dove tre bombole di gas sono esplose nella mattinata di sabato vicino all’istituto professionale “Francesca Laura Morvillo Falcone”, nel quartiere Sant’Angelo.

Una ragazzaè morta: Melissa Bassi (nella foto a sinistra), 16 anni, originaria di Mesagne, deceduta all’ospedale Terrino di Brindisi dove era stata ricoverata subito dopo l’incidente con ustioni sul 90% del corpo e un arto perso.Un’altra studentessa, Veronica Capodieci, 15 anni (nella foto a destra), ha riportato traumi toraco-addominali e ustioni su gran parte del corpo, ed è ricoverata in gravissime condizioni. In queste ore si era parlato del suo decesso, poi smentito dalla direzione dell’ospedale. Sua sorella, Vanessa, 18 anni, è grave in sala operatoria. Altri feriti hannoriportato ustioni del 40%, e uno di loro avrebbe subito fratture e gravissimi danni agli arti inferiori.

Le bombole, tra loro collegate, sono esplose intorno alle 7.45, collocate su un muretto della scuola. Se fossero esplose qualche minuto più tardi, quando l’afflusso di studentesse era maggiore, sarebbe stata una strage. Secondo i primi rilievi, per far esplodere le bombole del gas è stato utilizzato un telecomando: chi l’ha azionato ha atteso che gli studenti si avvicinassero prima di innescare la detonazione. L’esplosione è stata violentissima, come dimostrano i vetri rotti sia nell’istituto scolastico ma anche in alcune palazzine vicine la saracinesca danneggiata di un esercizio commerciale situato a un centinaio di metri dalla scuola.

Grande sgomento e pauratra gli abitanti della zona, mentre si fa notare come ricorra in questi giorni il ventennale dell’attentato di Capaci al giudice Falcone e come oggi sia previsto nel brindisino il passaggio della Carovana antimafia. L’intera zona è stata transennata e sul posto ci sono forze dell’ordine, operatori del 118 e vigili del fuoco.

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La pista seguita dagli investigatori, al momento, sarebbe quella mafiosa. A Mesagne, nella notte tra il 4 e 5 maggio, era stata danneggiata da una bomba la macchina del presidente dell’associazione antiracket della cittadina in provincia di Brindisi. Il 9, sempre a Mesagne, era stata effettuata un’operazione della polizia, che ha smantellato un’organizzazione mafiosa legata alla Sacra Corona Unita. L’operazione, denominata ‘Die Hard’, portò all’arresto di 16 persone per associazione mafiosa, estorsione e droga.

Secondo alcune testimonianze, il cassonetto per la raccolta differenziata, su cui all’inizio si pensava fossero stati posizionati gli ordigni, si trovava in una posizione diversa dall’abituale, dietro un grande tabellone pubblicitario. Al vaglio degli investigatori l’ipotesi che possa essere stato spostato appositamente.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,come si legge in una nota del Quirinale,”sta seguendo gli sviluppi delle indagini con apprensione e partecipe vicinanza ai familiari della vittima, ai feriti e all’intera collettività brindisina”. Anche il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, è in contatto con il prefetto e lunedì sarà a Brindisi per un vertice con polizia e magistrati.

“E’ un attentato bestiale. Mi hanno inviato sul posto il ministro Cancellieri e il capo della Polizia Manganelli, ai quali riferirò immediatamente: vogliamo fare subito chiarezza e verita”,afferma il prefetto Francesco Cirillo, vicecapo della Polizia.

Melissa Bassi Veronica CapodieciDure le prime dichiarazioni del sindaco di Brindisi Cosimo Consales: “È un attacco della criminalità organizzata senza precedenti. Ci sono troppe coincidenze in questa vicenda – ha detto ai microfoni di TeleNorba Consales – mi auguro che siano solo tali, anche se in questo momento la nostra unica preoccupazione è quella dei ragazzi”. “È un attentato mafioso fatto per uccidere”, aggiunge Nicola Fratoianni, assessore alle legalità della Regione Puglia. L’ordigno “poteva provocare una strage”,ha detto Salvatore Giuliano, preside dell’istituto superiore ‘Majorana’ di Brindisi, che ha nove classi nella sede dell’istituto ‘Morvillo Falcone. “Pochi minuti dopo sarebbero arrivati tutti i ragazzi, – ha aggiunto Giuliano – e sarebbe successa una tragedia infinita. Qui ci sono quaderni zuppi di sangue, brandelli di oggetti. L’esplosione l’hanno sentita in tutta Brindisi, non era certo una azione dimostrativa”.

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