Italia

Bossi smentisce l’addio: “Solo dopo il trionfo della Padania”

Umberto BossiROMA. “Non è assolutamente vero che ho intenzione di lasciare”. Lo ha dichiarato Umberto Bossi, commentando le indiscrezioni che davano il Senatur come intenzionati a farsi da parte dopo lo scandalo che ha coinvolto i suoi figli.

“E’ la prova provata – ha aggiunto Bossi – che piacerebbe al sistema e ai suoi uomini. Io lascerò soltanto quando la Padania trionferà”. E oggi Bossi sarà in piazza a Lesa, in provincia di Novara, e si misurerà con la base leghista. Così il Senatur verificherà se l’avviso di garanzia che lo ha raggiunto per la gestione dei fondi di partito ha incrinato il suo rapporto con la folla. Bossi non parla in pubblico dal 4 maggio scorso, quando ha partecipato ai comizi di chiusura per le amministrative.

E torna a parlare anche Maroni (che ieri ha visto Bossi). “Se qualcuno che è stato espulso dice che la Lega è morta ha ragione. Ma è morta quella Lega, la sua, quella non c’è più. Esiste, rimane e continuerà la Lega delle origini, sulle cui sorti sono ottimista” dice l’ex ministro dopo l’ultimo affondo di Rosy Mauro (“La Lega Nord è morta perchè Bossi ha sbagliato a dimettersi e all’interno del partito c’è stato un complotto”).

Intanto, Maroni piazza il fidatissimo Matteo Salvini alla presidenza della Lega Lombarda, la federazione più ‘pesante’ negli equilibri del Carroccio. L’europarlamentare leghista andrà a sostituire uno dei big della Lega di Bossi, Giancarlo Giorgetti. Salvini è stato vicino a Maroni fin dall’inizio della battaglia interna nel movimento, soprattutto quando fu emessa la ‘fatwa’ per impedire all’ex ministro di prendere parte ai comizi dei ‘lumbard’.

Sempre oggi Maroni deve convincere i veneti ad appoggiare Flavio Tosi, candidato alla segreteria della ex Liga. Al congresso regionale mancano pochi giorni. E poi c’è da attendere quel che dirà Bossi a Lesa e come sarà accolto dal popolo leghista.

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