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La Vecchia Signora torna giovane: Juventus è campione d’Italia

 “Il margine d’errore è ridottissimo, capitelo. Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o un po’ in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi”.

Così Al Pacino incantava tutto il mondo con il suo discorso in “Ogni Maledetta Domenica” e proprio quei centimetri, di cui parlava,Non sono mai ceduti dalla Juventus nel corso di questa stagione. Una squadra operaia, disposta al sacrificio. Tutti pronti a dare il massimo, tutti pronti a mettere il cuore in ogni partita nutrendo le speranze di un popolo, quello bianconero, che dopo 6 anni, fatti anche del purgatorio della Serie B, torna sul tetto d’Italia, quel trono su cui la “Vecchia Signora” si è seduta ben 29 volte, in attesa che lo faccia la trentesima volta domenica, anche se la legge ne fa valere 28.

Eppure il lavoro di Conte non è stato per nulla semplice: in primo luogo perché molti dei perni principali del gioco bianconero sono arrivati la scorsa estate come ad esempio Pirlo o l’esplosivo Vidal, inoltre c’era da capire quanto fosse possibile realizzare le ambizioni della società che voleva tornare a sognare in grande. In tutto questo Antonio Conte ha dimostrato ancora il suo carattere mettendosi tutti sulle spalle, caricando l’ambiente e facendo scelte a volte interpretate negativamente dalla critica come l’esclusione del serbo Krasic, prossimo partente. Insomma un allenatore con gli attributi che ci ha messo sempre la faccia e questo gli ha procurato molte critiche e anche dei litigi in diretta Tv.

Sullo sfondo c’era uno stadio, l’Olimpico di Torino, che è stato inaugurato lo scorso 8 settembre e che è divenuto subito la nuovacasa. Molti ritengono che la mancanza di impegni infrasettimanali europei abbia nettamente influenzato il campionato, fatto sta che questa Juventus è stata in grado di arrivare alla 37esima giornata senza subire alcuna sconfitta, soffrendo spesso ma mettendoci sempre impegno. Soli 19 goal subiti di fronte alle 65 reti realizzate, non il primo attacco, è vero, ma come al solito è stata la difesa a fare la differenza, le leggi del calcio italiano non si smentiscono mai.

Questa è stata la stagione dell’addio di Del Piero che però ha lasciato il suo marchio malgrado il non grande impiego offertogli dall’allenatore con le reti di importanza fondamentale siglate alla Lazio, per il sorpasso, e all’Inter nel 2-0 di Torino. Pinturicchio sta per salutare nel migliori dei modi la squadra che l’ha reso grande in tutto il mondo e lascia l’eredità a Marchisio, anch’egli fondamentale nelle gerarchie tattiche di Conte ed autore di reti pesanti come le due rifilate al Milan nella gara dell’andata. Chiellini è stato capace di rendere la difesa un muro impenetrabile, difesa che poteva contare anche sulla sicurezza di Buffon oltre che sulla velocità degli esterni. Vucinic si è fatto trovare sempre pronto così come Vidal, acquisto di spessore. Pirlo, poi, ha letteralmente diretto il centrocampo smistando palloni a raffica e mandando a segno i compagni più volte.

Per i tifosi della Juventus il sapore di questa vittoria è ancora più dolce, considerando l’amaro masticato per fin troppo tempo ed ora si può davvero guardare all’Europa che conta.

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