Sant’Antimo

Terremoto in Emilia: 5mila sfollati, Monti fischiato

 FERRARA.5mila sfollati, costretti a trascorrere la notte fuori casa, molti senza acqua né gas, mentre gli sciacalli sono in agguato.

E’ la drammatica situazione in Emilia Romagna dopo il terremoto, che sta creando ripercussioni anche sull’economia: centinaia di aziende chiuse e migliaia di persone che rischiano di perdere il posto di lavoro. Intanto, lunedì il premier è giunto a Ferrara, per poi fare rientro a Roma per un Consiglio dei ministri dedicato a interventi d’urgenza per l’assistenza alle persone e alle attività economiche. Bisogna trovare gli strumenti economico-finanziari per affrontare i problemi e dunque la copertura finanziaria a tutti gli atti che saranno necessari: in primo luogo una deroga del patto di stabilità, cosa questa che comunque ha bisogno di copertura finanziari», poi il rinvio dei pagamenti di tributi e contributi, materia da discutere con il ministro per l’Economia, quindi con lo stesso Monti. In più si pensa ad ammortizzatori in deroga.

MONTI FISCHIATO. Al suo arrivo a Sant’Agostino, insieme al presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, al capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, e al questore di Ferrara, Luigi Mauriello, Monti ha scambiato alcune parole con li sindaco di Sant’Agostino, Fabrizio Toselli, proprio di fronte al municipio sventrato dal sisma. Prima di entrare nella palazzina dove si terrà un vertice con gli altri sindaci della zona, il presidente del Consiglio è stato apostrofato con fischi e “buu” da un gruppetto di cittadini di Sant’Agostino. Semplici cittadini, hanno spiegato, “decisi a far sentire la propria voce in un momento difficile in cui, oltre alla paura” per il terremoto si sente anche “disagio per le tante tasse, per l’Imu” e per il rischio che le spese della ricostruzione del dopo terremoto pesino sulla cittadinanza. “Poteva stare a casa – ha spiegato una signora – è venuto perché questo è un circo mediatico. Abbiamo tanti problemi, c’è rabbia e paura. Da uno Stato ci si aspetta quello che lo Stato dovrebbe fare: fischiamo per esprimere il nostro malcontento”.

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I FAMILIARI DELLE VITTIME.

Monti ha incontrato i familiari delle vittime. “È stata una fatalità – hanno raccontato i genitori di Nicola Cavicchi – è stato un terremoto tremendo, impensabile che capitasse qui da noi. Se fosse stato cinque metri più indietro – hanno spiegato riferendosi al figlio, al lavoro nella notte tra sabato e domenica in uno degli stabilimenti crollati – non succedeva niente. Solo che era lì a fare il suo lavoro”. A chi chiedeva loro cosa volessero dire e chiedere al premier, la coppia si è limitata a dire che “non ce lo porta più indietro, nostro figlio: era un ragazzo buono, cordiale, disponibile con tutti e contento del suo lavoro”. Non avendo riscontrato danni nella propria abitazione “eravamo tranquilli, abbiamo cominciato a preoccuparci” quando il figlio non è tornato a casa alla solita ora. In strada anche la moglie e i due figli, di 28 e 32 anni, di Gerardo Cesaro, operaio di Sant’Antimo (Napoli), tra le vittimedel sisma. “Dopo il fallimento” di una precedente azienda dove lavorava, ha spiegato la moglie, “aveva trovato questo nuovo lavoro, avrebbe dovuto lavorare altri quattro-cinque anni per poi andare in pensione”.

ALTRE SCOSSE. Sono state 34 le scosse di magnitudo superiore a 2 avvenute nella pianura emiliana dalle 22 di lunedì sera alle 7 di martedì mattina. Di queste, rende noto la sala sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), soltanto una è stata di magnitudo 3,2, avvenuta alle 3,55. Alla sala sismica stanno giungendo in queste ore anche i dati rilevati da due delle otto stazioni sismiche installate dall’ Ingv in seguito al terremoto e che si trovano in prossimità degli epicentri dei due forti terremoti avvenuti il 20 maggio, di magnitudo 5,9 e 5,1.

TENDOPOLI. “La scia sismica, stanotte, è stata costante ed ha provocato la rottura delle tubazioni di acqua e gas”, ha detto l’assessore Elisa Poletti martedì mattina al centro operativo misto di Finale Emilia (Modena), uno dei comuni devastati dal sisma del 20 maggio. “Nelle cinque tendopoli che abbiamo allestestito – ha detto Poletti – la notte è passata abbastanza tranquilla ma, a causa del maltempo, è stato molto freddo. Abbiamo bisogno di coperte e le abbiamo richieste”. Nella sola Finale Emilia hanno trovato ricovero in tenda 1600 persone.

DANNI ALLE IMPRESE. Si parla di alcune centinaia di milioni di euro per le imprese secondo Confindustria Emilia-Romagna, mentre la Cgil di Modena e Ferrara parla di 5 mila posti di lavoro a rischio nell’industria. Delle oltre 150 imprese che fanno capo a Confindustria Modena, e che danno lavoro a quasi 9 mila dipendenti, circa il 70% ha registrato danni strutturali di entità media o grave che le hanno costrette a interrompere la produzione.

PATRIMONIO ARTISTICO. Per chiese ed edifici storici, il sismaè stato un durissimo colpo, come sostiene la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia-Romagna, che parla di danni irrimediabili. La Francia, intanto, si è detta pronta ad un aiuto per il recupero del patrimonio culturale. Lo annuncia il ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi che martedì mattina a Cannes ha avuto (primo ministro europeo ad incontrarla) un colloquio con la neo ministra della cultura francese Aurelie Filippetti.

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