Campania

Rifiuti e camorra: sequestrato terreno nel Casertano

 CASERTA. La squadra mobile di Caserta ha eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal tribunale di Napoli, su richiesta della Procura Antimafia partenopea, per i reati di gestione di rifiuti non autorizzata e il traffico illecito di rifiuti, …

… aggravati dal fine di agevolare il gruppo Bidognetti del clan dei casalesi. Si tratta di un terreno agricolo situato a Lusciano, di proprietà di Nicola Mariniello, 58 anni, del posto, indagato in concorso con l’imprenditore Elio Roma, 61 anni, di Trentola Ducenta.Il provvedimento si inserisce nel contesto delle indagini avviate dalla Squadra Mobile, e coordinate dalla Dda di Napoli (sostituti procuratori Alessandro Milita e Giovanni Conzo), a seguito della collaborazione dell’imprenditore Gaetano Vassallo, il quale aveva svelato l’esistenza di un vero e proprio “cartello” di aziende che, operanti nel settore della gestione dei rifiuti, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, avevano instaurato un regime di monopolio, imponendosi sul mercato, abbattendo i costi di esercizio grazie allo smaltimento illecito ed abusivo di ingenti quantitativi di rifiuti – solidi urbani, speciali, tossici e nocivi – in una serie di discariche anche clandestine, nella disponibilità diretta o indiretta del clan dei casalesi.

Il contributo del collaboratore di giustizia risultava di assoluto rilievo, trattandosi di imprenditore che, per oltre vent’anni, insieme alla famiglia, aveva operato nel settore dello smaltimento dei rifiuti attraverso la società “Novambiente srl”, che gestiva alcune delle discariche in argomento, divenendo anche il principale referente nel settore del gruppo capeggiato dal boss dei casalesi Francesco Bidognetti, alias “Cicciotto ‘e mezzanotte”.

L’area sequestrata, dell’estensione di circa 20mila metri quadrati, costituisce uno dei numerosi siti dove sono stati smaltiti illecitamente ingenti quantitativi di rifiuti nocivi e pericolosi provenienti dall’impianto di compostaggio Rfg di Trentola Ducenta di Elio Roma.

Secondo le indagini, i rifiuti venivano fittiziamente trattatati presso l’impianto e poi sversati “tal quale” nei siti nella disponibilità degli indagati, con la conseguenza che le sostanze inquinanti contenute nei rifiuti sono state assorbite direttamente dal terreno. Infatti, le analisi chimiche dei campioni estratti sul terreno sequestrato stamattina hanno evidenziato un’intensa contaminazione da arsenico, cadmio e stagno.

Nel luglio 2008, nel contesto delle stesse indagini, la squadra mobile aveva individuato, nel giuglianese e nel casertano, altri siti nei quali erano stati illecitamente smaltiti ingenti quantitativi di rifiuti speciali e pericolosi provenienti da altre regioni italiane. Al riguardo, il collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo aveva rivelato di avere illegalmente smaltito nella sue discariche oltre 6mila quintali di rifiuti dell’Acna di Cenci.

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