Campania

Litorale Domizio: operazione “alberelli di amianto”

 CASERTA. Una piantagione di “alberelli di amianto”. E’ l’iniziativa dei volontari delle associazioni “Villaggi Globali”, “Jerry Masslo” e “Le Sentinelle” che sabato 12 maggio, nell’ex cava De Rosa, alle spalle dell’Hippokampos, hanno prelevato l’amianto abbandonato illegalmente nella zona, …

… accantonandolo in un’area di cento metri quadrati nei pressi di una vecchia idrorova, impianto utilizzato per prelevare illegalmente la sabbia e realizzare le cave che hanno poi dato vita ai cosiddetti “laghetti”. Sarà realizzata una sorta di piantagione di alberelli di amianto, “perché – spiegano i volontari – se nessuna ditta specializzata lo raccoglie e lo smaltisce, quanto meno noi lo utilizziamo da un punto di vista agricolo”. Contemporaneamente, sarà lanciato un nuovo prodotto commerciale: l’acqua minerale dei laghetti di Castel Volturno: “Aqua Salmonella”, imbottigliata così come stagna nei laghetti.

Il problema ambientale del litorale domizio è senza ombra di dubbio il cosiddetto “peccato originale” dell’intero territorio. “È inutile concentrarsi su progetti di recupero e sviluppo dell’area della costa casertana, se prima non si affronta e soprattutto non si risolve la questione appunto ambientale”, affermano i volontari delle associazioni, che sottolineano: “Il territorio ha la necessità che si compiano le necessarie bonifiche, per tutelare la salute della gente che qui vive (e che sempre più spesso muore di malattie di origine tumorale). Ma anche perché dall’utilizzo ecocompatibile dell’ambiente litoraneo, più che da progetti più o meno faraonici che prevedono nuove colate di cemento, siamo certi si possa ingranare finalmente quella marcia necessaria al recupero dell’intera zona. La natura e la sua tutela, in pratica, creano sviluppo; lo creano in tutte le parti del pianeta, ma soprattutto possono farlo sul litorale domizio, dotato di un ambiente che da un punto di vista paesaggistico e naturalistico rappresenta una vera e propria eccellenza. Nonostante queste peculiarità naturali, però, il territorio domiziano, già ampiamente violentato negli ultimi trenta anni dall’attività delle ecomafie come raccontano numerose inchieste della procura antimafia di Napoli, continua a subire nuovi attacchi ambientali quasi quotidianamente”.

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“Chiunque, a Castel Volturno, ma anche dai territori confinanti, – continuano i volontari – ha il desiderio di disfarsi in maniera illecita di qualsiasi rifiuto, può farlo in maniera pressappoco indisturbata, sfruttando le pieghe di un territorio difficile da controllare e che assume sempre più l’aspetto di ‘terra di nessuno’. Le numerose discariche abusive di amianto che ci sono in zona rappresentano soltanto la punta d’iceberg di un problema che ha dimensioni enormi. Dal Lago Patria a Pescopagano sono censite circa trecento siti dove si trova abbandonato in maniera illegale il pericoloso agente inquinante. E nessun Ente si preoccupa di prelevarlo e bonificare le aree. I problemi sono sempre gli stessi, e gli amministratori pubblici quelle rare volte che rispondono ai cittadini esasperati affermano che le bonifiche non possono essere effettuate perché costano molto e non ci sono soldi”.

Non ci sono soldi per salvare la vita delle persone del litorale domizio? Ebbene, le associazioni hanno deciso di partire proprio dalla problematica amianto per affrontare tutte le questioni ambientali del territorio. E chiedono l’istituzione di una “task force” fra regione Campania, provincia di Caserta, Comune di Castel Volturno, procura di Santa Maria Capua Vetere, procura ambientale di Napoli, forze dell’ordine, geologi e rappresentanti delle istituzioni e singoli cittadini; una task force che si riunisca periodicamente e cerchi tutte le possibilità per affrontare e risolvere la questione ambientale di Castel Volturno. “Perché – dicono – siamo certi che solo facendo rete e responsabilizzando ognuno sulle singole azioni, si potrà salvare il territorio”.

Inoltre, chiedono l’istituzione di un ambulatorio permanente che effettui delle periodiche e gratuite visite mediche di carattere oncologico su tutta la cittadinanza del litorale domizio. “Chiediamo, soprattutto, di non essere abbandonati”, il loro monito.

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