Aversa

Roberta Pizzo lascia la campagna elettorale: “Non posso essere strumentalizzata”

Roberta PizzoAVERSA. “Mi chiamoRoberta Pizzo, questa mia preghiera di comunicazione è per dire alla città di Aversa che il mio cammino nella corsa elettorale si ferma oggi”.

Inizia con queste parole semplici il comunicato stampa della vedova diPietro Capone, il 23enne di via Belvedere, barbaramente ucciso a coltellate il 14 ottobre 2010, in piazza Marconi, per difendere la moglie dalle insidie di un diciottenne, attualmente candidata nelle file del partito che fa capo a Mastella.

“Sono candidata – continua la donna – nella lista Udeur, ma mi sono resa conto che la mia posizione di giovane vedova, può essere strumentalizzata dai vertici cittadini del partito dell’Udeur. Durante la campagna elettorale sono dovuta sottostare a ricatti e a pressioni. E inoltre ho dovuto sostenere delle spese a mia insaputa. A volte le persone, che vivono in uno stato di indigenza e di difficoltà economica, possono essere strumentalizzate nelle tornate elettorali. Io posso anche vivere in difficoltà e sicuramente non mi ritengo una cima della politica, ma non posso permettere di svendere la mia dignità e quella di mio figlio”.

Parole pesanti che vanno anche oltre. Pizzo, infatti, aggiunge: “Quel poco che ho, me lo sono sempre guadagnato servendo ai tavoli. Avevo, poi, aperto una piccola attività che doveva essere sostentamento per me e per mio figlio. Ma anche in questo caso la politica ha inteso ricattarmi, costringendomi a vendere il mio piccolo bar. L’unica mia colpa è di essermi fidata di persone sbagliate, ma sbagliare è umano. L’importante è saper imparare dagli sbagli. Questo mio comunicato è per chiedere scusa ai miei elettori e alle persone che mi hanno sostenuta. In questo momento così difficile di crisi economica il voto è sempre preso come merce di scambio. Io posso anche avere dei problemi, ma non posso sottostare a questo scellerato sistema politico della città normanna”.

Parole dure come macigni che toccherà agli organi deputati verificare e accertare anche eventuali coinvolgimenti di terzi. Parole che, ovviamente, hanno provocato anche una presa di posizione da parte di Adolfo Giglio, consigliere comunale uscente e responsabile cittadino dell’Udeur.

“La signora Pizzo – ha dichiarato l’esponente del Campanile – è venuta da me affermando che voleva ritirarsi. Ho cercato di spiegarle che a due giorni dal voto non era il caso. I rapporti sono sempre stati ottimi, tanto che una decina di giorni fa, nella mia qualità di consigliere comunale, l’ho anche unita in matrimonio in seconde nozze. L’unica cosa che posso dire è che il partito non le ha assolutamente chiesto soldi. Credo che, forse, siamo di fronte a mosse sporche di qualcuno, ma non sono in grado di fare ipotesi”.

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