Aversa

Ospedale Moscati, i sindacati invocano interventi

 AVERSA. “Ospedale Moscati, per evitare lo sfascio c’è bisogno di un intervento immediato”. È quanto affermano Vettone, Dell’Omo, Guida, Della Magna, Nacchia, responsabili aziendali di Cgil-Fp, Cisl-Fp, Uil-Flp, Ugl Fials, in un documento-denuncia trasmesso, tra gli altri, al sindaco di Aversa.

Obiettivo è trovare una soluzione ai problemi del nosocomio creati dalla grave carenza di personale. “ln data 14 maggio 2012 è stata inviata alla direzione generale e a quella sanitaria aziendale una nota che evidenziava la grave carenza di personale esistente nel presidio ospedaliero di Aversa, che purtroppo non ha sortito effetti ovvero nulla si è mosso di fronte alle accorate richieste degli interventi necessari”, scrivono i rappresentanti sindacali.

“Di fronte al nulla – continua la nota – le scriventi organizzazioni sindacali aziendali pongono con forza l’attenzione sulla grave emergenza che vive la struttura ospedaliera, sia per l’atavica carenza di personale del comparto e sia per il depauperamento costante dovuto al collocamento in quiescenza, tamponato con trasferimenti d’urgenza poco efficaci e che, tra l’altro, non sempre vengono ottemperati”. Un aspetto particolare sul quale si sofferma la nota è quello che i rappresentanti sindacali definiscono “situazioni al limite della legalità e comunque paradossali”.

“Come – dettagliano i sindacalisti – la presenza in reparti (di medicina generale e d’urgenza) con oltre 30 posti letto e 7/8 barelle fisse dove sono presenti a turno di servizio anche solo due unità infermieristiche, coadiuvate da un solo operatore Oss; le sale operatorie che durante la notte hanno in turno un solo infermiere ed una seconda unità in pronta disponibilità a superamento di tutte le indicazioni normative in materia; il reparto di gastroenterologia con solo 8 unità infermieristiche nella turnazione h24. Il Pronto soccorso con almeno 5 unità infermieristiche in meno”.

“Che altro aggiungere. Se il rientro dal deficit della Regione Campania non consente ricambi nel turn-over bisogna – affermano i sindacalisti – utilizzare nel modo migliore le risorse disponibili anche a discapito delle posizioni di comodo acquisite nel tempo e fin qui tutelate, sfatando anche il mito che tutto quanto lamentato è solo per inedia dell’amministrazione aziendale”.

“Oggi – continua la nota – questo non può più essere tollerato ed ognuno deve assumersi le proprie responsabilità”. “E’ impensabile che mentre il Moscati soffre la mancanza cronica del personale medico e paramedico di assistenza, altri presidi dell’Asl hanno personale in esubero rispetto alle esigenze, in barba a tutte le graduatoria di mobilità pronte all’uso”, affermano i sindacalisti che lanciano una richiesta d’aiuto al sindaco Sagliocco. “Si impone quindi che la nuova classe politica di Aversa ponga quale primo punto del suo Ordine del Giorno le sorti del Moscati e l’importanza di avere un Ospedale funzionante e funzionale ai bisogni dei cittadini tutti, ivi comprese le loro famiglie”.

“L’appello – continua la nota – in primis, al nuovo sindaco di adoprarsi in tutte le sedi affinché l’Ospedale di Aversa venga riconsiderato secondo la sua importanza e per esso vengano adottate misure che riportino il Nosocomio al centro dell’attenzione della direzione generale dell’Asl”. “In verità, con la nomina del direttore sanitario aziendale, di estrazione aversana e proveniente dall’ospedale Moscati, si era sperato – osservano i sindacalisti – in un’inversione di tendenza, oggi poco visibile, forse perché il direttore è stato preso da problemi più importanti rispetto agli affanni del presidio di Aversa”.

“Tuttavia – conclude la nota – le scriventi organizzazioni sindacali del presidio lo ritengono il loro diretto interlocutore per la risoluzione della problematica legata all’ assistenza ospedaliera aversana per cui gli chiedono un incontro sindacale vertente sulle problematiche evidenziate che non sono più rinviabili, in particolare sulla carenza del personale medico e di assistenza, alla presenza del capo del personale e del direttore sanitario di presidio”.

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