Aversa

Elezioni, il parere dell’antiaversano

Vito FaenzaAVERSA. “Aversa non ha più personaggi carismatici che vogliono impegnarsi per la città”. Questo è solo uno dei tanti spunti di riflessione che Vito Faenza, storica firma del giornalismo italiano, ha regalato ai lettori in una lunga intervista sulle elezioni amministrative nella sua città.

L’“Antiaversano”, nome utilizzato nella sua rubrica di approfondimento su Tele Club Italia e negli editoriali di Osservatorio Cittadino, ha esordito con una doverosa premessa: “Come ho già detto ad altri organi di informazione, io voterò Pd. Questa dichiarazione non ha alcun fine di propaganda, ma è determinata dalla trasparenza d’azione che ha contraddistinto i miei 37 anni di professione giornalistica. Detto ciò,In entrambi gli schieramenti rilevo la presenza di persone valide che cercano di fare il bene della comunità”.

Come giudica l’Antiaversano la campagna elettorale per le amministrative, ormai giunta agli sgoccioli? Non bene. La campagna elettorale è stata incentrata tutta sulle persone e non sui contenuti. In particolar modo dai candidati al Consiglio, più che dai candidati sindaci, i problemi prioritari, quali la ridefinizione dei confini cittadini e l’assenza di collegamenti su gomma con Caserta, non sono stati trattati. In altri casi gli aspiranti amministratori si sono contraddistinti per la loro scarsa conoscenza delle tematiche e per un pericoloso pressapochismo nell’affrontarle. Faccio un esempio per tutti: dopo l’articolo del Corriere del Mezzogiorno sul pericolo della vendita del ”Maria Maddalena”, tutti i candidati sono intervenuti. Nessuno si era reso conto, però, che il complesso storico ricade sotto due comuni e il suo parco sotto tre. Quindi, la lottizzazione del parco richiederebbe un piano urbanistico intercomunale. Ho assistito, in definitiva, ad una campagna fatta di slogan ma poco progettuale, vecchia e poco propositiva. Appurata, inoltre, la scarsa partecipazione popolare alle varie manifestazioni politiche, come nell’incontro con il governatore Caldoro, mi sono chiesto: che senso ha, investire tante risorse in queste elezioni per una carica di consigliere? Cui prodest?

E’ riuscito a farsi un opinione al riguardo? Fino a poco tempo fa non avevo trovato una risposta precisa. In questi giorni, poi, si è appreso che Aversa sarà investita da una pioggia di milioni (240) proveniente dai Fondi europei; questa potrebbe essere una spiegazione valida per giustificare tanto attivismo.

Valutando il percorso fatto dai due schieramenti politici maggioritari, che opinione si è fatto? Il centrosinistra poteva fare di più, ma ha pagato due peccati originali. In primo luogo, il Pd è stato vittima di una frattura interna di carattere personale, poi c’è stata l’imposizione apolitica dell’Idv. Nonostante ciò, molti di noi hanno ritenuto giusto serrare i ranghi per dar vita, come ad Ancona, al polo Idv, Sel e Pd che è quello politicamente più naturale. Per il centrodestra credo sia stato improprio presentarsi come un’ alternativa al governo precedente. Dopo aver governato gli ultimi 10 anni senza colpo ferire, è opinabile sostenere che Sagliocco rappresenti la discontinuità col passato. Il problema, a mio avviso, va ricercato al di là degli schieramenti. Aversa non ha più personaggi carismatici che si spendono per la politica.

Cosa intende? In passato abbiamo avuto anche deputati e senatori che guardavano al bene della città indipendentemente dal contenzioso politico. In queste elezioni, invece, ho notato posizioni molto personali ed opportunistiche. Ad esempio, la pratica politica che io chiamo “del tergicristallo” (la politica rimane ferma e la gente passa da una parte all’altra) ha portato a massicce migrazioni di esponenti del centrosinistra al centrodestra. Tali comportamenti,la pochezza delle idee, la “guerra dei manifesti” ed il livello basso delle candidature, hanno scoraggiato le avanguardie socio economiche aversane che potevano fornire un importante contributo.

Quali devono essere a suo avviso le priorità del nuovo sindaco? Chiunque esso sia, mi auguro che voglia rilanciare la città attraverso un piano strategico di rivalutazione di territoriale. In questo senso (e vi do un’esclusiva) mi sto adoperando per realizzare un “Sindacato del Territorio”. Il suo compito sarà di denunciare ciò che non va, ma anche di porre all’attenzione nazionale le nostre eccellenze. Con questo obiettivo, cittadini, operatori economici e sociali, ed i nostri politici devono fare sistema. Bisogna investire nel “progetto Aversa”, dando vita ad un programma a lungo termine basato sul bene comune piuttosto che su politiche personali di arricchimento nell’ immediato. Molti giovani, tra i più preparati e promettenti, lasciano questa provincia per l’assenza di prospettive valide. In questo, Aversa è diventata come la Lega Nord: avere conta più di essere. La sola ricchezza inesauribile però è quella della persona, della conoscenza. Solo la cultura e le capacità personali ci permetteranno di valicare i confini locali per portare la nostra amata città in relazione col mondo.

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