Maddaloni - Valle di Maddaloni

Clan Belforte, sequestrati beni per 5 milioni di euro

 MADDALONI. Dopo l’arresto per associazione mafiosa di 44 affiliati del clan Belforte di Marcianise , avvenuto il 24 aprile scorso, è in corso una nuova operazione della Polizia di Stato contro la potente organizzazione camorrista.

Infatti, personale della Divisione polizia anticrimine-sezione accertamenti patrimoniali della Questura di Caserta sta dando esecuzione ad un decreto di sequestro di prevenzione, funzionale alla successiva confisca, emesso ai sensi della normativa antimafia dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti dell’imprenditore Vincenzo Marciano, 61 anni, di Maddaloni, ritenuto contiguo alla suddetta organizzazione. In particolare, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sulla scorta delle indagini patrimoniali effettuate dalla Polizia di Stato e della conseguente proposta di misura di prevenzione, ha disposto il sequestro di beni mobili ed immobili, unità abitative e locali commerciali, ubicati in Maddaloni e Mondragone, quote societarie e rapporti bancari, per il valore di oltre 5 milioni di euro, intestati all’imprenditore ed ai suoi congiunti, ma ritenuti riconducibili ad esponenti del clan Belforte.

Secondo le indagini, Marciano, che nel 2009 era stato arrestato per associazione mafiosa ma poi prosciolto dall’accusa, titolare di società di noleggio di videopoker ed apparecchiature di intrattenimento, grazie all’appoggio del clan Belforte aveva conquistato una posizione di monopolio nel settore in tutta l’area che rientrava sotto l’influenza criminale della potente consorteria camorrista, comprendente i comuni di Caserta, Marcianise, Maddaloni, San Felice a Cancello, Cervino, Valle di Maddaloni e Santa Maria a Vico.

In cambio l’imprenditore versava una parte dei guadagni al clan che gli assicurava il proprio intervento al fine di costringere i gestori di numerosi esercizi ricettivi dell’area a rivolgersi alle sue società per il nolo dei video-poker. L’esistenza di un accordo tra Marciano e i Belforte, poi, è stato confermato anche dal collaboratore di giustizia Antonio Farina, reggente del clan nel comprensorio di Maddaloni, San Felice a Cancello, Cervino e Santa Maria a Vico.

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