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Vanessa, il fidanzato confessa omicidio: “Mi aveva chiamato come il suo ex”

Vanessa ScialfaENNA. “Abbiamo trovato Vanessa, è viva…”: è stato l’escamotage usato dalla polizia per fare confessare Francesco Lo Presti, che, disperato, è scoppiato a piangere: “non è possibile”, avrebbe detto, “ho fatto una fesseria, non può tornare più….”.

Dopo le ammissioni di colpa, l’uomo avrebbe spiegato di avere agito per gelosia e avrebbe fatto trovare il corpo della sua fidanzata alla polizia. Avrebbe agito sotto l’effetto della cocaina e per gelosia. È quanto sostenuto da Lo Presti nella sua confessione alla polizia e nella ricostruzione dell’uccisione della sua giovane fidanzata, Vanessa Scialfa. A fornire la ricostruzione della dinamica del delitto è lo stesso Lo Presti che alla polizia ha fatto ampie ammissioni di colpa, spiegando di avere agito per motivi passionali.

A scatenare la violenza dell’uomo sarebbe stato il sentirsi chiamare, nell’intimità, Alessandro, il nome dell’ex della sua giovane convivente. La lite tra lui e Valentina sarebbe degenerata, tanto che la ventenne aveva deciso di andare via dalla casa dell’uomo dove si era trasferita da tre mesi.

Francesco Lo Presti, che ha spiegato di avere sniffato cocaina prima del delitto, ha sostenuto di avere agito colto da un raptus dopo avere visto che la ventenne stava raccogliendo i suoi vestiti, probabilmente per andare via. Così, utilizzando i cavi che connettono il lettore Dvd al televisore, l’ha aggredita alle spalle e, dopo averle annodato i fili attorno al collo, l’ha sollevata di peso, scaraventandola sul letto. Ha continuato a serrare il nodo fino a quando la vittima non è morta. Subito dopo ha avvolto il corpo senza vita di Vanessa in un lenzuolo grigio, bloccandolo con dei nodi, e ha messo il cadavere nel portabagagli della sua auto. Si è recato un una zona isolata, nei pressi dell’ex miniera abbandonata di Pasquasia, e l’ha lanciato da un cavalcavia. Francesco Lo Presti è quindi tornato a casa per pulire l’abitazione e nascondere le tracce dell’omicidio.

Poi ha lanciato l’allarme scomparsa con i familiari della ventenne: Vanessa è sparita, ha detto loro, è uscita ma non è più tornata a casa e ha collaborato alle ricerche. Poi il crollo davanti alla polizia, con la confessione e il ritrovamento del corpo avvenuta dopo le sue ammissioni di colpa. Dopo aver commesso il delitto Francesco Lo Presti avrebbe valutato l’ipotesi di suicidarsi, ma lontano da Enna, probabilmente a Catania. È quanto emerge dalle otto pagine del fermo disposto dalla Procura nei confronti del 34nne che tre giorni fa, per gelosia, ha strangolato a casa e poi gettato da un cavalcavia la fidanzata di 20 anni, Vanessa Scialfa.

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