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Lavitola torna in Italia e va in carcere. Richiesta di arresto per De Gregorio

Valter LavitolaNAPOLI. Una nuova ordinanza di custodia, su richiesta della Procura di Napoli è stata notificata lunedì a Valter Lavitola.

Tra le accuse, vi è anche la corruzione internazionale per presunte tangenti a politici panamensi per la realizzazione di carceri. Altre accuse riguardano i finanziamenti all’editoria. Lavitola è atterrato all’aeroporto di Fiumicino alle 6.40, con un volo proveniente da Buenos Aires ed è stato arrestato per essere trasferito a Napoli al carcere di Poggioreale. Lavitola era già indagato nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti tra i coniugi Tarantini e l’ex premier Silvio Berlusconi. Dopo quasi otto mesi di latitanza (dal 14 ottobre 2011) rientra in Italia per costituirsi dopo essere stato in varie parti del mondo, da Panama al Brasile, dal Medio Oriente all’Argentina. Ha completato un dossier sui suoi trascorsi in Italia che “ha rinchiuso in una cassaforte all’estero”.

Nella vicenda all’interno della quale sono scattate nuove accuse per Lavitola è stato emesso anche un ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti del senatore del Pdl Sergio De Gregorio. Il provvedimento è stato trasmesso al Senato per l’autorizzazione all’esecuzione.

Nell’inchiesta dei pm di Napoli Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock relativa ad una illecita utilizzazione di fondi per l’editoria, nei confronti del senatore De Gregorio è stata emessa dal gip Dario Gallo un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari (e non in carcere, come si era appreso in un primo momento). Il provvedimento è stato già inviato a Palazzo Madama per l’autorizzazione all’esecuzione della misura cautelare.

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Sono dieci le ordinanze di custodia cautelare – sei in carcere e quattro ai domiciliari – disposte dal gip di Napoli nell’ambito della nuova inchiesta che ruota attorno a Valter Lavitola. Diciannove, in tutto, gli indagati. Gli arresti in carcere sono stati disposti per lo stesso Lavitola, Vincenzo Ghionni, Angelo Capriotti, Paolo Passalacqua, Claudio Fagiano e Enzo Valori. Arresti domiciliari invece per Roberto Cristiano, Santo Antonio Bifano, Patrizia Gazzulli e per il senatore Sergio De Gregorio (per cui non è stata disposta la custodia cautelare in carcere, come scritto in precedenza).

Sempre per quanto riguarda De Gregorio è stata sospesa l’esecuzione del provvedimento ed è stata trasmessa copia dell’ordinanza al Senato per l’autorizzazione all’arresto. Per altri due indagati – Filippo Giovanni Marzocco e Antonino Lauro – è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di presentarsi tutti i giorni alla polizia giudiziaria. “Mi difenderò con le unghie e con i denti”, dice De Gregorio. “Non essendomi mai sottratto all’autorità giudiziaria non capisco quale necessità ci sia di questa misura cautelare”, aggiunge il parlamentare napoletano.

Il gip di Napoli – che ha anche disposto il sequestro preventivo dei beni del consorzio Svemark – ha invece detto no all’arresto di Marco Amatucci (per carenza di gravi indizi), di Alfonso Tramontano e Augusto Lino (entrambi per carenza di esigenze cautelari). Indagati sono inoltre Salvatore Galiero, Bruno Pelliccio, Giustina Carignani e Antonia Gagliardi.

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