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Disordini Marassi: 10 identificati

 Due gare da giocare a porte chiuse. E’ questa la sanzione adottata dal Giudice sportivo in merito ai disordini di Genova causati dai tifosi rossoblù durante la gara tra Genoa e Siena temporaneamente sospesa dall’arbitro Tagliavento e poi conclusasi con il punteggio di 4-1 in favore degli ospiti.

Intanto esce allo scoperto Fabrizio Fileni uno degli uomini in nero che dagli spalti del Ferraris hanno parlato con Sculli durante la sospensione del match. “Noi – ha detto all’Ansa – non abbiamo obbligato i giocatori a togliersi la maglia. Glielo abbiamo chiesto. Perchè la stavano disonorando”. Quello che viene indicato come orgoglio ultrà filtra dalle parole di Fileni, che racconta come domenica ci sia stato “l’apice della delusione, più che la rabbia. Ma più di tutto la preoccupazione di finire in B come quelli della Sampdoria”. Sculli che cosa vi ha detto? “Ci ha detto di star calmi. Ci ha rassicurato e ha detto che la partita doveva andare avanti”. La partita è andata avanti “e non è successo niente – ha detto – non c’è stata violenza perché abbiamo fatto in modo che niente succedesse”.

“Ci sono condotte diverse, dobbiamo ritornare alle responsabilità dei singoli. Al momento siamo a dieci identificazioni, ma stiamo procedendo. Sono sicuramente coloro che hanno assunto alcuni comportamenti, questi non sono tifosi, ma violenti ultras”. E’ quanto spiegato dal questore di Genova, Massimo Maria Mazza, dopo gli episodi di Genoa Siena. In merito ai giocatori che hanno levato la maglia su richiesta degli ultras, aggiunge: “L’indicazione non è stata della questura, dobbiamo capire se è stata una decisione della società piuttosto che dei giocatori. – prosegue -.La società non è lasciata sola nella maniera più totale, noi abbiamo garantito che avevamo la forza idonea per garantire la sicurezza”. Oltre ai dieci già identificati, gli investigatori sono comunque impegnati nell’identificazione di un’altra ventina di tifosi, individualmente responsabili dei reati di violenze, minacce, lanci di oggetti sul campo.

All’indomani della follia ultras a Marassi, il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, prova a spiegare a SkyTg24 il gesto dei giocatori che hanno consegnato le maglie ai facinorosi, nonostante le forze dell’ordine fossero contrarie: “Si è usato il buon senso perchè non accadesse qualcosa di peggio, tiravano bombe carta in campo. Ho solo detto che se le maglie da dare ai tifosi sarebbero state sostituite da altre maglie, le avremmo regalate per far stare tutti tranquilli”. Preziosi ora si scaglia contro i “60-70 che non sono tifosi, ma assimilabili a delinquenti organizzati. Questi vanno in trasferta a difendere le maglie, salvo poi chiederle per umiliare i giocatori. Sono solo delinquenti organizzati. Non sono tifosi”. “Ci sono 100 ‘padrini’, bisogna sconfiggerli una volta per tutte – continua Preziosi – Alcune centinaia di facinorosi, assimilabili alla delinquenza organizzata, si arrogano il diritto di rappresentare le tifoserie, lo sport, la trasparenza”.

Luigi De Canio dirigerà intanto l’allenamento del Genoa in vista della gara di mercoledì con il Milan. A confermare l’arrivo del nuovo tecnico sulla panchina rossoblù lo stesso presidente Enrico Preziosi. “De Canio dirigerà l’allenamento di oggi” le parole del patron a Radio anch’io lo sport. De Canio prende il posto di Alberto Malesani, esonerato dopo il 4-1 subito dal Genoa con il Siena.

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