Cesa

Ccn, Liguori a Villano: “Improvvisazione demagogica”

Cesario LiguoriCESA. Non sono avvezzo a polemiche personali e non ne farò, ma le esternazioni del candidato Villano meritano delle precisazioni.

I cinque punti da lui proposti sono frutto di improvvisazione demagogica e, per quanto riguarda certi argomenti, di scarsa conoscenza degli strumenti legislativi ed amministrativi. Ad esempio egli ha proposto la: “Realizzazione di un centro commerciale naturale, 30 o 40 attività commerciali finanziate con contributi regionali e comunitari da dare e far avviare ai giovani, dando uno slancio forte al commercio”.

Innanzitutto facciamo capire alla gente che cos’è un centro commerciale naturale: è un insieme di esercizi commerciali al dettaglio e di altri servizi accessori (direzione,servizi post vendita, etc…) ubicati negli addensamenti commerciali, che si affacciano, in prevalenza, su vie o piazze urbane e costituiti in forma associata e/o societaria per la gestione comune di servizi e di azioni di promozione e marketing territoriale. Non viene determinata la superficie di vendita complessiva in quanto le autorizzazioni commerciali sono separate, indipendenti e non discendono da un unico provvedimento generale.

La Regione Campania con la deliberazione n. 1476 del 18 settembre 2009 prevede all’art. 4 i requisiti soggettivi per la costituzione del centro (gli esercizi di vicinato, alimentari e non, della somministrazione di alimenti e bevande, le piccole imprese dell’artigianato, del turismo e di servizi, in forma singola od associata, le associazioni di categoria regolarmente costituite e presenti nel Cnel e le associazioni senza scopo di lucro, legalmente riconosciute) ed all’articolo 5 i requisiti oggettivi (essere costituiti in forma di Consorzio o Società consortile a responsabilità limitata; avere un numero di aderenti non inferiore alle 15 unità, aver provveduto all’attribuzione di una denominazione, alla creazione di un proprio marchio identificativo regolarmente registrato; aver definito, nell’ambito territoriale individuato, un piano di sviluppo, di promozione e di valorizzazione dell’identità socio-culturale) il Comune non deve fare altro, come dice l’articolo 6, che verificare la compatibilità con i propri strumenti di programmazione urbanistica e la sussistenza dei requisiti previsti dagli articoli 4 e 5, riconoscere l’avvenuta costituzione del Centro commerciale naturale, dandone comunicazione nei termini di cui alla legge 7 gennaio 1990, n.241 e successive modifiche o nel rispetto del proprio regolamento, al soggetto proponente ed al competente Settore della Giunta regionale.

Il Comune, inoltre accerta ogni tre anni, la permanenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi di cui agli articoli 4 e 5. L’articolo 7, infine, prevede un elenco regionale dei centri commerciali naturali e che l’inclusione in tale elenco potrà costituire, condizione affinché il Ccn possa aver accesso a risorse nazionali, regionali o comunitarie e agevolazioni.

In conclusione, i centri commerciali naturali: nascono su iniziativa dei commercianti e non dei Comuni, in centri storici dotati di determinate caratteristiche quali zone a traffico limitato, affiancate o da parcheggi idonei o da un sistema di trasporti; hanno bisogno di far riferimento ad una utenza (numero di clienti) che ne giustifichi il rischio di impresa (ed i commercianti lo sanno); la loro creazione non da diritto automaticamente a finanziamenti ed incentivi ma solo alla possibilità di accedere ad eventuali bandi regionali, nazionali o comunitari. Perché quindi illudere i giovani facendo credere loro che i finanziamenti sono automatici o dietro la porta?

Noi saremo sempre pronti ad ascoltare le richieste dei commercianti ed a pianificare il territorio in modo che si sviluppino attività commerciali, ma questa è un’altra storia che con i centri commerciali ipotizzati non c’entra. Con serenità ed amicizia affronterò gli altri quattro punti nelle prossime puntate. Ma questa vicenda mi ha fatto capire che era giusto che non restassi a casa.

Cesario Liguori, candidato sindaco della lista “Cesa al Centro”

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