Caserta

Previdenza, convegno dei giovani commercialisti

 CASERTA. L’Unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili di Caserta ha posto quale focus per i lavori di questo mese il tema della previdenza di categoria.

Si è infatti tenuto venerdì 20 aprile, nella sala convegni dell’hotel Crowne Plaza di Caserta, un pomeriggio di approfondimento sul tema della sostenibilità ed adeguatezza della cassa di previdenza dei dottori commercialisti, che ha visto fra i partecipanti anche il dottor Walter Anedda, presidente nazionale della cassa di previdenza di categoria.

Anche in questa occasione l’Unione giovani diviene la sede più opportuna ma forse anche la più naturale, per chiamare a raccolta tutti i colleghi, non solo giovani ma anche i meno giovani, di una categoria professionale quale quella dei dottori commercialisti ed esperti contabili e fare il punto della situazione sullo stato di salute dei conti della cassa di previdenza.

Un altro modo per parlare del futuro di questa professione ed in cui i giovani, tramite l’unione giovani, si fanno portavoce delle istanze e delle problematiche previdenziali che riguardano indistintamente tutti i colleghi, intorno a quella che oggi viene definita una previdenza fortemente sperequata. Il pomeriggio di approfondimento ha visto la partecipazione dei giovani colleghi non solo casertani ma di tutte le unioni della Regione Campania a riprova non solo della netta centralità del tema discusso ma soprattutto della forza che i giovani dottori commercialisti vedono nella unione giovani quale strumento di diffusione delle istanze e delle criticità della categoria.

L’apertura dei lavori è stata affidata al Dottor Giovanni Pasquariello, vice presidente della ugdcec di Caserta, che ha fatto il punto della situazione dei giovani colleghi alla luce della attuale situazione economica che caratterizza il nostro Paese. Dopo di che c’è stata la relazione del Presidente nazionale Walter Anedda, il quale ha considerato tutti gli attuali aspetti della previdenza dei dottori commercialisti tranquillizzando in particolare i colleghi sulla totale sostenibilità di lungo periodo, in particolare in un arco temporale di ben 50 anni, dei conti della cassa di categoria. Il tutto in totale ottemperanza di quanto prescritto dal Decreto Salva Italia sulla sostenibilità delle casse di previdenza.

Ha chiuso i lavori il dottor Gennaro Ciaramella, delegato nazionale alla cassa di previdenza per l’Odcec di Caserta. La relazione del dottor Ciaramella ha riguardato tutte le attività di servizi erogate dalla cassa di previdenza, la cui informazione delle stesse viene garantita anche mediante gli sportelli cassa che si tengono mensilmente presso la sede dell’Ordine di Caserta, a favore di tutti i colleghi che necessitano della risoluzione di problematiche quotidiane legate alla loro posizione contributiva.

Nel corso delle relazioni numerosi sono stati gli interventi dei giovani colleghi nel porre domande al presidente Anedda ed al Dottore Ciaramella, in un contesto di assoluta e gradevole disponibilità da parte dei relatori in quella che è poi diventato un dibattito a 360° su tutti i temi previdenziali e che si è protratto ben al di là della tempistica prevista, di nuovo a riprova della indispensabile necessità di conoscenza dell’argomento previdenza da parte di tutti i giovani colleghi e non solo.

Proprio i più giovani, dunque, ancora una volta, si fanno portatori delle istanze di una previdenza in cui è netta la sostanziale differenza che intercorre fra il sistema previdenziale del passato ove la pensione veniva proporzionata sull’entità dei redditi dichiarati in particolare negli ultimi anni della vita lavorativa e del tutto sganciata quindi dal valore dei contributi versati nel corso della vita professionale attiva.

Fa da contraltare al passato l’attuale sistema previdenziale contributivo puro che è invece quello sulla base del quale si calcolano e si calcoleranno le pensioni della maggior parte dei più giovani. Quest’ultimi, in parole povere, riceveranno una pensione ancorata ai contributi versati e non più sulla base dei redditi dichiarati. Un sistema che potrà certo garantire la sostenibilità futura della cassa ma che crea delle enormi disparità di trattamento con coloro i quali sono andati in pensione con il sistema retributivo.

A riprova di ciò il valore stesso del tasso di sostituzione, vale a dire il rapporto fra il valore dell’ultimo stipendio e la pensione percepita, che esprime risultati fortemente penalizzanti per le future pensioni dei giovani colleghi.

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