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Triplice omicidio: estradato in Italia presunto killer del clan dei casalesi

Francesco SalzanoSANTA MARIA LA FOSSA. Arrestato nel febbraio 2011, in Brasile, Francesco Salzano, presunto killer del clan dei casalesi, è stato estradato e trasferito in Italia dove è arrivato nella mattinata del 25 aprile all’aeroporto di Fiumicino.

E’accusato di essere uno degli autori del triplice omicidio Papa-Buonanno-Minutolo, compiuto a Villa di Briano, nel Casertano.

Era sfuggito, il 7 giugno2010, ad un’operazione contro il clan dei Casalesi che portò all’esecuzione di nove arresti contro il gruppo Schiavone, per i reati di associazione mafiosa, tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi ed estorsione.Da allora Salzano, 37 anni, di Santa Maria la Fossa (Caserta), era “scomparso” fino a quando, nella mattinata di giovedì 10 febbraio 2011, veniva arrestato a Fortaleza, in Brasile, intorno alle 12 (ora locale), dalla polizia brasiliana e dagli agenti italiani dell’Interpol. Illatitante alloggiavanell’albergo “Vittorio Veneto”, situato in Avenida Aboricao, sul lungomare della città sudamericana. La cattura era giunta al culmine di attività di intercettazione e pedinamento, mentre l’uomosorbiva un caffè all’interno del bar di un distributore accanto all’albergo.

A suo carico due ordinanze di custodia cautelare, una per associazione a delinquere di stampo camorristico, un’altra di concorso nel triplice omicidio di Giovanni Battista Papa, Modestino Minutolo e Francesco Buonanno, tre uomini di Santa Maria la Fossa uccisi nelle campagne tra Casal di Principe e Villa di Briano, nel maggio 2009, su ordine della fazione Schiavone del clan dei Casalesi. I tre erano deditiad attività estorsive nell’ambito del gruppo derivato dalla vecchia fazione Bidognetti, capeggiatoin quelperiodo da FrancoLetizia, considerato l’erede di Giuseppe Setola e arrestato il 19 maggio 2009. Estorsioni mal tollerate, però, da altre famiglie del clan dei Casalesi, come gli Schiavone,in quel momento prevalenti. In particolare, i tre avevano chiesto somme di denaro ad un’impresa casearia riconducibile alla famiglia Schiavone, agendo d’intesa con esponenti dell’ala bidognettiana.

Insieme a Salzano, del triplice omicidio sono accusatiNicola Schiavone (figlio di Francesco detto ‘Sandokan’, anch’egli in carcere dal 15 giugno 2010 con l’accusa di essere il mandante del triplice omicidio, ndr.), Francesco Barbato,Roberto Vargas, Eduardo Di Martino, Nicola Della Corte, Francesco Della Corte e Salvatore Laiso, quest’ultimi due poi divenuti collaboratori di giustizia, mentre Crescenzo Laiso, fratello di Salvatore, anch’egli ritenuto componente del gruppo che aveva partecipato al delitto, fu assassinato il 20 aprile 2010 in un agguato di chiara matrice camorristica.

Con l’arresto di Salzano fu bloccata una probabile faida all’interno del clan dei casalesi, come disse all’indomani dell’arresto del latitante il questore di Caserta, Guido Longo.”E’ stato sgominato tutto il gruppo di fuoco o quasi che fa capo a Nicola Schiavone (figlio di Francesco detto ‘Sandokan’, anch’egli in carcere dal 15 giugno 2010 con l’accusa di essere il mandante del triplice omicidio, ndr.),dichiarò Longo, il quale aveva paventato il fatto che “con i vecchi boss in carcere, da Francesco Schiavone a Francesco Bidognetti, e altri ancora, c’è il rischio che i giovani, desiderosi di prendere il loro posto, provochino una faida dagli sviluppi imprevedibili”.

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