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Rossella Urru, incerta la liberazione

Rossella UrruROMA. Incerta la liberazione di Rossella Urru, la 29enne cooperante sarda rapita tra il 22 e il 23 ottobre nel sud dell’Algeria.

La notizia del rilascio è stata data da Al Jazeera ed è circolata su Twitter. Tuttavia, mancano conferme ufficiali. La Farnesina sta verificando la notizia e l’inviata del governo Margherita Boniver, calma gli animi: “Se fosse vero lo sapremmo”. Intanto, spunta anche la notizia che il movimento unito per il Jihad in Africa occidentale, gruppo dissidente di Al Qaeda, avrebbe chiesto 30 milioni di euro per la liberazione della Urru e dei suoi due colleghi spagnoli Ainhoa Fernandez de Rincon, dell’associazione amici del popolo saharawi, e Enric Gonyalons, dell’organizzazione spagnola Mundobat, rapiti insieme a lei ad ottobre.

Alcune fonti giornalistiche della Mauritania, nella mattinata del 3 marzo,avevano annunciato che la giovane di Samugheo era stata rilasciata dai terroristi di al-Qaeda nel Mali insieme al poliziotto mauritano Aal Ould al-Mukhtar, rapito nei mesi scorsi in un blitz dei terroristi nel sud della Mauritania. In cambio della liberazione, secondo il sito in arabo di al Jazeera, i sequestratori avrebbero ottenuto la scarcerazione di Abdel Rahman Ould Madou, un terrorista salafita.

Secondo l’agenzia mauritana “Ani”, la trattativa è entrata anche nell’ambito di quella portata avanti dalle autorità mauritane per la liberazione del loro agente di polizia, Aal Ould al-Mukhtar, rapito più di un mese fa in una caserma nel sud del paese. In questi giorni scadeva infatti l’ultimatum di al-Qaeda per la liberazione del poliziotto.

Rossella Urru lavorava in Algeria da due anni, a Tindouf, coordinando un progetto finanziato dalla Comunità Europea nel campo profughi Saharawi di Rabouni, e occupandosi dei rifornimenti alimentari e della loro distribuzione, con particolare attenzione alle necessità di donne e bambini.

L’appello di Fiorello suTwitter

L’appello di Geppi a Sanremo

Lo scorso ottobre quattro persone sospettate di avere legami con il gruppo di al Qaeda che aveva rapito la Urru, insieme ai due operatori umanitari spagnoli, erano stati catturati dai servizi di sicurezza algerini a Tamanrasset e Bechar. Gli arresti eseguiti dall’esercito algerino furono complessivamente otto, nell’ambito di un’operazione mirata a colpire la rete di al Qaeda nel Maghreb nelle wilaya (distretti) dell’Algeria meridionale.

In questi mesi è cresciuta la preoccupazione per la cooperante e si sono intensificati gli appelli per la sua liberazione, come quello di Geppi Cucciari dal palco dell’ultimo festival di Sanremo. Su Twitter, lo showman Fiorello, anch’egli mobilitatosi sulla Rete per chiedere la liberazione, ha annunciato la notizia del rilascio alla sua maniera: “Hip hip Urruuuuuuu”. La foto della ragazza, assieme a un drappo “Per Rossella Urru libera”,è stata esposta a Roma, in piazza del Campidoglio. “Festa” su Facebook: sono bastati pochi istanti e la bacheca del gruppo “Liberate Rossella Urru” è stata invasa da messaggi di entusiasmo. Da commenti tipo “oggi è una giornata meravigliosa” a “oggi è un grande giorno per tutti”.

Anche il Cagliari Calcio ha esultato per la liberazione. “Ho saputo ora del rilascio di Rossella Urru. Questa è la vittoria più importante. La sua liberazione mi dà una profonda soddisfazione e spero di poterla incontrare e riabbracciare al più presto”, ha affermato il tecnico dei rossoblu, Davide Ballardini. “Sono un padre anch’io e sono vicino alla famiglia di Rossella e alla gioia che essa prova in questo momento”, ha aggiunto l’allenatore del Cagliari, club che aveva lanciato diversi appelli per la liberazione della ragazza.

Restano ancora tre italiani nelle mani dei gruppi armati in diverse parti dell’Africa. Prima della Urru, nel sud dell’Algeria Maria Sandra Mariani, 53enne di Firenze, è stata sequestrata il 2 febbraio dello scorso anno mentre partecipava a un viaggio nel Sahara algerino. “Sono nelle mani di Al-Qaeda”, ha detto in un messaggio diffuso dalla tv al-Arabiya. Lo scorso 12 maggio è stato rapito in Nigeria, insieme a un collega britannico, l’ingegnere di 47 anni Franco Lamolinara.Si sono perse le tracce anche di Bruno Pellizzari, skipper rapito dai pirati somali il 10 ottobre 2010 con la compagna sudafricana Deborah Calitz, mentre lavorava su uno yacht a largo della costa della Tanzania.

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