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Lucio Dalla, funerali il “4 Marzo”

Lucio DallaROMA. 4 marzo 1943 – 4 marzo 2012. Si terranno domenica, nel giorno in cui avrebbe compiuto 69 anni, i funerali di Lucio Dalla, l’artista scomparso il 1 marzo, a Montreaux, in Svizzera, stroncato da un infarto.

Il corpo del cantautore bolognese è stato trasportato in una cappella a Losanna, per poi arrivarea Bologna venerdì mattina. L’amico Ron ha trascorso la notte nella struttura funeraria nel centro di Losanna, vegliando sulla salma. La camera ardente sarà ospitata nel cortile d’onore del capoluogo emiliano per permettere ai fan, agli amici e ai cittadini di rendergli omaggio. La cerimonia funebre sarà celebrata, molto probabilmente, nella basilica di San Domenico (Lucio era amico dei domenicani e per anni ha abitato a due passi da quella chiesa), ma non si escludono la cattedrale di San Pietro o la basilica di San Petronio, che si affaccia su piazza Maggiore, la sua “piazza Grande”.

LO CHOC: “STAVA BENE”. Sotto choc coloro che lo avevano visto o ascoltato poche ore prima della morte. Tutti raccontano che stava benissimo, nessuno avrebbe mai immaginato che Lucio se ne andasse per sempre. Eugenio D’Andrea, avvocato di Dalla, che ha curato le pratiche del trasferimento della salma da Losanna a Bologna, riferisce: “Abbiamo una ricostruzione non precisissima di quanto accaduto. Quello che è certo è che il primo a trovare Lucio morto a terra è stato Marco Alemanno, suo corista e collaboratore, che era in una stanza comunicante. Sentendo un rumore il ragazzo si è avvicinato, accorgendosi che Dalla era caduto a terra. Ha provato a soccorrerlo ed a chiedere aiuto ma, quando gli è stato fatto il massaggio cardiaco, era già troppo tardi. Poi è arrivato subito anche un altro assistente di Lucio, in tour con lui a Montreux”. D’Andrea è molto scosso: “Ho parlato l’ultima volta con Lucio proprio quella mattina, alle 9 e 10, e stava bene. Poi è andato a fare colazione e, tornando in camera, ha fatto anche una piccola riunione di lavoro sul terrazzo”.

Mercoledì sera Lucio era “in perfetta salute” durante il concerto dato all’Auditorium Stravinky di Montreux. Il pubblico lo ha “applaudito a lungo” ed è stato uno “spettacolo molto bello”, ha detto il direttore della stagione culturale a Montreux Pascal Pellegrino. “Non vi era alcun segno di stanchezza o un segnale che non fosse in forma”, ha raccontato. Il cantante “ha scherzato, parlato un po’ in francese, in italiano” e dopo lo spettacolo (cominciato un po’ in ritardo verso le 20 e 30 e durato un po’ più di due ore) ha anche chiacchierato con alcuni fan. “L’ho sentito la sera precedente, è vivissimo”.

Roberto Serra, bolognese amico storico di Lucio Dalla e fotoreporter di professione, non voleva credere alle notizie che arrivano da Montreux. “Non è possibile, mi ha telefonato ieri sera, stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso. Era contento per un’intervista che gli avevano fatto e per il tour europeo che aveva appena cominciato. Diceva che era emozionante ritrovare i luoghi di un analogo tour di trent’anni fa e di trovare, pur nella diversità delle situazioni, la stessa positiva risposta di pubblico di allora”. In una lettera al Corriere, Red Ronnie racconta come Lucio ripeteva che “la morte era solo la fine del primo atto”.

“NESSUN TESTAMENTO”. L’avvocato D’Andrea parla anche di assenza di testamento. “Non risulta alcun testamento al momento, ma solo cose dette a voce, nessuna volontà scritta. Salvo diverse disposizioni testamentarie scritte sarà sepolto a Bologna, la sua città”.

CARONE: “Il CANTO DEL CIGNO DI DALLA”. L’ultima apparizione in Italia di Dalla risale al recente Festival di Sanremo, quando ha accompagnato Pierdavide Carone sulle note di “Nanì”. Il cantautore di “Amici” ha ricordato il mentore su Facebook: “Sono convinto che ora ci sta guardando e si diverte da morire assieme agli altri coinquilini del Paradiso, sicuramente ci starà sfottendo per le reazioni di ognuno di noi, ha passato una vita intera ad osservare le reazioni della gente alle cose della vita (belle e meno belle), la sua musica è testimone di ciò che scrivo… Della sua famiglia non anagrafica io ero l’ultimo nascituro e della sua arte ne rappresento il canto del cigno, e la consapevolezza che deriva da questo smuove in me le emozioni più agli antipodi che si possa immaginare… Mi gratifica ma al contempo mi fa sentire così solo oggi… Quanto e’ speciale un uomo che a 68 anni si mette a servizio di un giovane? Non sempre dietro un grande artista si cela un grande essere umano, questo è quello che dissi quando fui ospite del suo concerto a Bologna, l’ho ridetto durante il festival e lo ridico ancora più forte oggi, perché è quello che mi ha lasciato Lucio Dalla e se potrò rivivere metà della sua grandezza allora anch’io riuscirò ad essere una persona migliore. Arrivederci Lucio”.

CANZONI RISUONANO DALLA CASA DI BOLOGNA. Intanto, dalla sua casa a Bologna, nella centralissima via D’Azeglio, si sentono le sue canzoni, patrimonio della musica italiana.

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