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Italiani rapiti in India, liberato Colangelo

 ROMA. E’ stato liberato Claudio Colangelo, uno dei due italiani rapiti in India: lo ha annunciato la Tv indiana Ndtv, alla quale i maoisti hanno consegnato l’ostaggio.

“Sono stati giorni difficili, ma per fortuna ora è tutto finito – ha detto Colangelo in tv subito dopo il rilascio – Spero davvero che adesso anche Paolo Bosusco venga liberato, perché lui neppure c’entra nulla in tutta questa storia”.

“Rapiti mentre facevamo il bagno”. “Siamo stati rapiti mentre facevamo il bagno nel fiume” ha detto a SkyTg24 Claudio Colangelo, liberato dopo 11 giorni nelle mani dei maoisti, raccontando di essere stato trattato bene dai rapitori. “Hanno cercato anche di venire incontro alle nostre esigenze alimentari” ha detto, assicurando che anche Paolo Bosusco, ancora nelle mani dei maoisti, è in buone condizioni di salute. Colangelo ha aggiunto che dalla prigionia non avevano molte notizie: “Sentivamo qualcosa dalla radio indiana, ma non sapevamo bene cosa stava succedendo. Il nemico peggiore è stato il caldo”.

“È una gioia grande che crescerà ancora di più quando lo avremo qui. Mio padre sta bene, abbiamo avuto occasione di scambiare una battuta. Non sappiamo come mai hanno liberato mio padre e non l’altro ostaggio”. Così la figlia di Claudio Colangelo commenta la liberazione del padre, sequestrato undici giorni fa dai ribelli maoisti in India. “Sono sempre stato preoccupata – ha detto a Tgcom24 – fin dall’inizio della vicenda. Adesso speriamo che la stessa gioia cosa possa accadere alla famiglia di Paolo”.

La Farnesina ha cercato per tutta la notte la conferma dalle autorità indiane della notizia della liberazione di Paolo Bosusco e Claudio Colangelo diffusa ieri da media indiani. Il console generale Joel Melchiori si è mantenuto in costante contatto, per tutta la notte, con le autorità di polizia locali che non hanno potuto confermare la fondatezza delle notizia del rilascio dei due connazionali rapiti dai maoisti nello Stato di Orissa. Melchiori – che nella notte ha parlato più volte con il capo negoziatore Behera, numero due del Dipartimento dell’Interno dell’Orissa – ha anche avviato tentativi di raggiungere telefonicamente i giornalisti che hanno diffuso la notizia della liberazione dal luogo, una selva impervia, dove si troverebbero i due italiani. L’unità di crisi locale istituita per il sequestro di Bosusco e Colangelo ha disposto verifiche ad hoc nell’area che collega i centri abitati alla zona boschiva.

Al momento di separarsi sabato scorso dal suo cuoco indiano Santosh, che stava per essere rilasciato, Bosusco gli avrebbe consegnato una breve lettera per il padre Azelio e la sorella Vanna in cui spiega di essere in mano ai maoisti e manifestaun grande affetto “forse non sempre dimostrato”. La lettera si apre con una manifestazione di affetto per i famigliari e prosegue con la comunicazione del fatto che “vi scrivo mentre sono prigioniero di un gruppo di guerriglieri. Se mi libereranno – aggiunge – ci rivedremo presto”. Ma, aggiunge, “se dovesse succedermi qualcosa voglio darvi un grande abbraccio d’amore”.

Nella seconda parte del messaggio, invece, Paolo parla di questioni private interne alla famiglia e conclude: “Vi voglio bene”, con il suo nome in stampatello e la firma. E il rilascio di Bosusco, rapito con Colangelo dieci giorni fa in India, sembra allontanarsi: il “dialogo è sospeso”, ha fatto sapere il principale negoziatore del governo dell’Orissa, Un Behera.

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