Italia

India, i marò: “Ci dispiace per i pescatori morti”

Massimiliano Latorre e Salvatore GironeROMA. Si dichiarano “dispiaciuti” per la morte dei pescatori indiani, ma spiegano che sono scesi dalla nave, perché gli è stato chiesto.

“Ci dispiace” dicono i due marò italiani detenuti in India, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. La petroliera, intanto, dovrebbe ripartire la prossima settimana. “Ci dispiace per la morte dei pescatori indiani, a prescindere da come sia successo” affermano, intervistati da Repubblica, i due marò. “Diciamo solo che è avvenuto di pomeriggio”, chiarisce Latorre, e che “sulla nave non giravamo armati, le armi vengono custodite a bordo, siamo scesi dalla nave perché ci è stato detto di farlo”. “Abbiamo fatto tante, molte operazioni a bordo e a terra – spiegano – e abbiamo ottenuto, grazie a Dio, un ottimo riscontro da parte di tutti a livello nazionale e internazionale, come uomini e come reparto”.

In prigione, comunque, sono trattati “bene, con rispetto”. Gli indiani, aggiungono, “hanno fatto il loro dovere, li capiamo”. I due marò ringraziano poi “tutti coloro che ci stanno manifestando il loro affetto e supporto, il calore che ci esprimono ci arriva attraverso le nostre famiglie: come dice qualcuno, abbiamo unito l’Italia e questo è un grande onore”.

Secondo il legale dell’armatore, V.J. Matthew, per ripartire la petroliera “Enrica Lexie” ha soltanto “bisogno del nulla osta della polizia” che potrebbe arrivare la prossima settimana quando saranno concluse le elezioni locali. Il via libera manca “perché devono ancora concludere delle indagini in quanto ci sono stati dei ritardi all’inizio per le obiezioni del team italiano”.

Per quanto riguarda le “osservazioni” del magistrato di Kollam (dove si svolge il processo contro i marò) sull’eventuale responsabilità del capitano Umberto Vitelli nell’incidente del 15 febbraio, l’avvocato Matthew ha escluso l’apertura di un nuovo fascicolo.

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