Italia

E’ morto Lucio Dalla: stroncato da un infarto

Lucio Dalla

ROMA. E’ morto, stroncato da un infarto a Montreaux, in Svizzera, il cantautore Lucio Dalla, 69 anni il prossimo 4 marzo.

Era tornato al Festival di Sanremo, a quarant’anni dall’ultima partecipazione, accompagnando dal giovane cantautore Pierdavide Carone con il brano “Nanì”, del quale era anche co-autore. Sul piano musicale è stato uno dei più affermati cantautori italiani, considerando la continuità della sua carriera che sfiora i 50 anni di attività artistica.

Secondo quanto si è appreso,mercoledì sera stava bene ed era andato a dormire sereno dopo aver fatto regolarmente un concerto. “L’ho sentito ieri sera, è vivissimo”. Roberto Serra, bolognese amico storico di Dalla e fotoreporter di professione, non voleva credere alle notizie che arrivano da Montreux. “Non è possibile, mi ha telefonato ieri sera, stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso”. “Era contento per un’intervista che gli avevano fatto – ha detto poi Serra – e per il tour europeo che aveva appena cominciato. Diceva che era emozionante ritrovare i luoghi di un analogo tour di trent’anni fa e di trovare, pur nella diversità delle situazioni, la stessa positiva risposta di pubblico di allora. Era a Zurigo, Stava andando a Montreux, era felice”.

IL RICORDO DEGLI AMICI. “Non riesco a parlare, sono troppo distrutto dal dolore”. Così Gaetano Curreri, leader degli Stadio. Fu proprio con il celebre tour Banana Republic di Dalla e Francesco De Gregori che nel 1979 partì anche l’apprendistato artistico di Curreri fino all’approdo agli Stadio. Via Twitter arriva anche il ricordo di Valentino Rossi: “Ho avuto la fortuna di conoscere Lucio Dalla qualche anno fa a Bologna, avevamo doppiato insieme un fumetto di Milo Manara. Disperato erotico stomp è una delle mie canzoni preferite. ciao Lucio”.

4 marzo 1943

Caruso

Nanì (con Pierdavide Carone)

È “un dolore grandissimo” quello di Pupi Avati, amico di Dalla da una vita. “Abbiamo interrotto le riprese – dice il regista bolognese dal set a Roma all’Esquilino della serie tv Un matrimonio – eravamo rimasti senza parole, veramente basiti”. “Ci sentivamo quasi quotidianamente”, dice Pupi addolorato. I due avevano lavorato varie volte insieme: “Scrisse le musiche del Cuore grande delle ragazze e degli Amici del bar Margherita”, ricorda Antonio Avati, “felice come un ragazzo al primo film quando nelle proiezioni pubbliche scattavano gli applausi”. Pupi e Antonio, in lacrime, vogliono ricordare l’amico Lucio «come un talento musicale grandissimo e un uomo buono e generoso che abbiamo avuto la fortuna di conoscere, frequentare, amare”.

“Sono stravolta”, sono le prime parole di Nicoletta Mantovani, vedova di Luciano Pavarotti, che ha la voce rotta per la notizia. “Lucio era un grande amico di Luciano – ricorda – Un grandissimo artista e un grandissimo uomo, con una sensibilità enorme. Che ha saputo starmi vicino nei momenti difficili”. Dalla e il maestro modenese hanno cantato insieme a tanti Pavarotti & Friends: si ricorda in particolare l’interpretazione del maestro di Caruso. “Non riesco a crederci”, dice ancora Mantovani.

BOLOGNA CALCIO.Anche il Bologna Calcio, di cui Dalla era un grande sostenitore, spessissimo in tribuna al Dall’Ara, saluta il cantautore scomparso. Il presidente Albano Guaraldi, il presidente onorario Gianni Morandi, i tecnici, i giocatori, i dipendenti e i collaboratori del Bologna Fc, si legge sul sito del club, “ricordano commossi un grande amico e tifoso rossoblù, un bolognese vero, uno dei più grandi artisti che l’Italia abbia mai avuto”.

LA CARRIERA. Nato a Bologna il 4 marzo 1943, musicista di formazione jazz, riscopertosi poi autore dei testi delle sue canzoni in una fase matura, suona da clarinettista e sassofonista, e talvolta da tastierista. La sua produzione musicale ha attraversato numerose fasi, dalla stagione beat alla sperimentazione ritmica e musicale, fino alla canzone d’autore, arrivando a varcare i confini della lirica e della melodia italiana. La sua carriera ha attraversato quattro periodi: le origini (tra il 1964 e il 1972 con il gruppo musicale “Gli Idoli”), il periodo Roversi (tra il 1973 e il 1976), la maturità artistica (tra il 1977 e il 1993) e la fase pop degli ultimi anni.

Dal 1964, quando a a 21 anni incise il suo primo 45 giri fino all’ultimo Festival di Sanremo, dove è stato sul palco insieme al giovane cantautore Pierdavide Carone con il brano Nanì (del quale è stato anche co-autore), Dalla ha consacrato la sua vita alla musica. Entrando nell’olimpo della canzone italiana con pezzi come L’anno che verrà, Caro amico ti scrivo o Caruso, considerato il suo capolavoro. A suonare, Lucio Dalla comincia fin da ragazzino. Dopo le prime incisioni, è il ’66 l’anno del suo debutto a Sanremo con Paff…Bum. Dal 1974 al 1977 collabora con il poeta bolognese Roberto Roversi e i contenuti diventano civili. Nel 1977 diventa paroliere di se stesso: è il tempo di Com’è profondo il mare, poi nel ’78 esce Lucio Dalla, con singoli come Anna e Marco e L’anno che verrà.

È negli anni Ottanta che arriva il successo, di pubblico e di vendite. Prima la collaborazione con Francesco De Gregori nel tour Banana Republic alla fine degli anni Settanta, poi il disco Dalla. Il 1986 è l’anno di Dallamericaruso, che contiene Caruso. La canzone vende oltre otto milioni di copie, viene incisa in trenta versioni, tra cui anche una di Luciano Pavarotti. Sul finire del decennio Dalla si lancia in un’altra collaborazione: nasce l’accoppiata con Gianni Morandi. L’album Dalla/Morandi, a cui segue una trionfale tournée. Nel 1990 presenta il brano Attenti al lupo e poi Cambio: il disco raggiunge quasi un milione e 400 mila copie vendute.

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