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Agguato a Torino, ferito il consigliere Alberto Musy

Alberto MusyTORINO. Agguato mercoledì mattina, poco dopo le 8, a Torino, contro Alberto Musy, avvocato e consigliere comunale del capoluogo piemontese e capogruppo dell’Udc.

E’ stato colpito con almeno tre colpi di pistola nell’androne del palazzo di casa, in via Barabaroux, al centro della città. E’ stato ricoverato in gravissime condizionie nel reparto di rianimazione all’ospedale Molinette, dove è stato sedato, intubato e sottoposto a operazione chirurgica. A sparare sarebbe stato un uomo di 40 anni che indossava un casco integrale e che era entrato nell’androne del palazzo di Musy con la scusa di consegnare un pacco. Il consigliere comunale, candidato sindaco alle ultime amministrative, è stato colpito alla scapola destra (sparo che ha provocato una forte emorragia) al braccio sinistro e un terzo sparo l’ha colpito di striscio alla tempia: ha un ematoma cerebrale. “Mi hanno seguito”, ha detto alla moglie poco prima di perdere i sensi.

Sull’episodio indaga la Digos, mentre il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, fa sapere: “Al momento non vi sono elementi per pensare che il fatto sia collegato a una matrice politica”.

E’ stato necessario sottoporre Musy a un’operazione chirurgica, dopo che la tac al cranio ha evidenziato un ematoma cerebrale. Il controllo radiologico del torace, invece, ha mostrato la presenza di due proiettili: uno nella spalla destra e uno nella zona retroscapolare sinistra. Musy è in prognosi riservata, sedato, intubato, ventilato e connesso a ventilatore automatico. Il quadro clinico mostra “discreta ossigenazione – riferiscono i medici – con parametri cardiocircolatori regolari, addome trattabile senza apparenti lesioni penetranti e una ferita lacerocontusa sul cuoio capelluto”.

Musy è stato aggredito mentre rientrava a casa dopo aver accompagnato a scuola tre dei quattro figli. Poi sarebbe riuscito per andare a lavorare. Ad attenderlo nel cortile c’era un uomo con casco integrale che poco prima aveva suonato al citofono di un vicino di casa del consigliere dicendo di dovere consegnare un pacco. Tra Musy e il feritore ci sarebbe stato un breve litigio nel cortile dello stabile, poi l’aggressore ha estratto di tasca una pistola e ha sparato.

A sparare è stato – secondo le testimonianze di alcuni vicini di casa – un uomo di circa 40 anni. A vederlo sono state alcune donne che, sentendo prima il litigio e poi gli spari, si sono affacciate alle finestre. L’aggressore è poi fuggito a piedi. “Abbiamo sentito degli spari e poi mio marito è sceso e ha trovato l’avvocato ferito”ha raccontato una vicina del secondo piano di Musy. “Una persona gentile , siamo sconvolti”, dicono i proprietari degli esercizi commerciali che si affacciano sulla strada.

Il primo a soccorrere Musy è stato un vicino di casa che ha cercato di tamponare la copiosa emorragia provocata dal proiettile che ha trapassato una spalla. La moglie di Musy era in casa quando il marito è stato aggredito, ma non ha assistito alla scena. Stava facendo colazione con la figlia più piccola. Solo quando sono stati esplosi gli spari è uscita dal suo appartamento, trovando il marito a terra in un lago di sangue. “Abbiamo sentito degli spari e poi delle urla, poi ci siamo affacciati al balcone e abbiamo visto l’avvocato ferito”ha raccontato la governante. Musy, prima di perdere conoscenza, all’arrivo in ospedale ha detto alla moglie Angelica: “Mi hanno seguito”.

Gli inquirenti e gli investigatori non tralasciano alcuna pista, compresa quella privata e quella legata alla professione del consigliere comunale – avvocato che tra l’altro si è occupato di cause di lavoro – anche se il modus operandi di chi ha colpito non fa escludere una matrice politica, tutta però da dimostrare, anche perché al momento non è arrivata alcuna rivendicazione. Né allo stato ci sarebbero elementi per legare l’agguato alle proteste No Tav: Musy, fanno notare alcune fonti qualificate, aveva subito qualche contestazione per via di alcune sue dichiarazioni ma non aveva mai assunto posizione estreme nè era quello più esposto tra i politici piemontesi.

Professore universitario e avvocato, 44 anni, Alberto Musy è capogruppo dell’Udc nel consiglio comunale di Torino. Lo scorso anno è stato candidato sindaco della città per il Terzo Polo. Studi a Berkeley, Musy insegna Diritto privato comparato alla Università del Piemonte Orientale di Novara e si occupa principalmente di armonizzazione del diritto privato comunitario, diritto contrattuale e societario comparato, metodologia giuridica. Ha lavorato diversi anni a Milano come avvocato d’affari. Da alcuni è tornato a Torino dove ha rimesso in piedi il vecchio studio di famiglia con la sorella Antonella. Il padre di Musy è stato un giuslavorista molto noto a Torino.

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