Cesa

Udc, De Michele: “Un papocchio targato Caserta?”

Beniamino De MicheleCESA. Quando non si ha la dignità di vergognarsi, poca gioia si ha della piazza e del rispetto della gente. Il papocchio riveduto e corretto, voluto dalla segreteria provinciale dell’Udc, non condiviso, ma subito, mi ha posto davanti a delle riflessioni che, mi hanno portato a fare delle considerazioni.

Se questo papocchio, messo in piedi solo pochi mesi prima, con Mele, D’Agostino e Villano, ha dato i frutti che tutti noi conosciamo, non riesco a capire perché si è voluto ripetere. Perché si è voluto penalizzare il solo Villano e non gli altri due, giacché la diatriba l’hanno creata proprio loro due? Allora qualcuno si è messo d’accordo per fare fuori Villano?

La pochezza di spessore, di chi si era andato a vendere, com’è suo solito fare a destra e manca, non mi ha sorpreso, perché, il personaggio è conosciuto proprio per questo. La delusione viene da altri che, scavalcando ogni buona regola, accordandosi, hanno voluto proporre questo papocchio, ma questa volta, con l’esclusione di Villano.

Bastava il solo Eugenio Di Santo, sindaco di Sant’Arpino, figura al di sopra delle parti, a garantire tutte le anime all’interno della sezione Udc di Cesa. Nella sua buona fede il segretario provinciale, cosi facendo, pensa di aver sanato le divisioni interne al partito? Sono convinto, che oggi, dopo i fatti di domenica, siano ancora più visibili, perché alle due anime, se ne aggiunta una terza, quella dei delusi, molto più pericolosa, perché tradita da chi doveva equilibrare. Noi vogliamo solo dire che non ci sentiamo rappresentati né da Mele, né dall’altro, riconosciamo la sola autorità del sindaco Di Santo e del segretario provinciale.

Spero che sia chiaro il messaggio, per chi, in questo momento, si appresta a dialogare con l’Udc Chi ha pensato di mettermi il bavaglio, ha commesso un grosso errore. Non sono a servizio di nessuno, né sono un cavalier servente, né un clandestino, né uno che, vuole stare in paradiso a dispetto dei Santi. Il “Principe” del Macchiavelli ci insegna che: “Il fine giustifica i mezzi”.

La rabbia maggiore, aver dovuto dare ragione a chi mi aveva messo in guardia, uno stimolo in più per fare una bella campagna elettorale. Buon lavoro sindaco Eugenio Di Santo.

Beniamino De Michele – Udc Cesa

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