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Imprenditore vicino al clan Bidognetti: sequestrati beni per 25 milioni

Guardia di FinanzaCASAL DI PRINCIPE. Un imprenditore ritenuto appartenente alla fazione Bidognetti del clan dei Casalesi, Paolo Diana, arrestato e beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per circa 25 milioni di euro sequestrati.

È il bilancio di una operazione dei finanzieri del comando provinciale di Napoli, eseguita al termine di indagini coordinate dalla Dda partenopea. I beni sequestrati sono riconducibili a un noto imprenditore casertano operante nel settore del commercio di autoveicoli e del trasporto merci, ritenuto responsabile di aver riciclato e reinvestito in attività commerciali i proventi illeciti dell’organizzazione criminale. I beni sequestrati, costituiti da società, immobili, automezzi e rapporti finanziari, ammontano ad oltre 25 milioni di euro ed in alcuni casi risultano intestati anche ai familiari dell’imprenditore.

L’imprenditore è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere di stampo camorristico e trasferimento fraudolento di valori. Forniva agli uomini di “Gomorra” auto di lusso, come Ferrari e Maserati, e proprio per questo aveva “carta bianca” sulle richieste estorsive da imporre nell’area casertana di Castel Volturno. Così, Diana, viene descritto da almeno una decina di pentiti del clan dei Casalesi. Secondo i collaboratori di giustizia l’imprenditore – arrestato oggi dal Gico della GdF di Napoli nell’ambito di un blitz anti-riciclaggio – dava rifugio a latitanti e killer del clan ospitandoli in appartamenti a lui riconducibili direttamente, o attraverso prestanome.

Ufficialmente Diana, dopo avere ampliato la sua attività e costruito una concessionaria in una palazzina da due piani ampia migliaia di metri quadrati, si occupava di compravendita di auto ma, secondo gli investigatori del Gico, tale attività era solo una copertura anche per giustificare l’enorme numero di auto di lusso in suo possesso. Per Diana quello di mercoledì mattina è il quarto arresto. Per tre volte, infatti, è finito in manette per mano del Gico della Gdf e una volta, invece, è stato arrestato dai carabinieri.

È titolare, tra l’altro, di una concessionaria di auto di lusso di Castel Volturno, nel Casertano, non molto lontana dall’abitazione dove stamattina gli uomini del Gico l’hanno arrestato. Dalle indagini è emerso anche che Diana forniva automobili di lusso a elementi del clan e che li ospitasse in immobili di sua proprietà, o a lui riconducibili, in cerca di rifugio durante la latitanza.

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