Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Furia: “Sulle consultazioni sta regnando l’ipocrisia”

 CASAL DI PRINCIPE. Chiedo scusa se abuso della pazienza dei lettori per intervenire nuovamente sulle prossime elezioni amministrative di Casal di Principe, prima che scadano i termini per la presentazione delle varie candidature.

Lo faccio perché ritengo opportuno fare spassionatamente delle ulteriori riflessioni ad alta voce, che ovviamente riflettono il mio pensiero e non hanno la pretesa di essere immuni da critiche da parte di chiunque ritenesse giusto farlo anche attraverso questo nuovo ed importante strumento che la tecnologia moderna ci mette a disposizione e che ringraziamo doverosamente.
Il quadro che da noi si sta delineando in questi ultimi giorni, è sempre offuscato, perché ormai scomparso il ruolo dei partiti tradizionali, assistiamo ad una confusione che regna sovrana attraverso un protagonismo di singole persone, coi loro pregi e difetti, che si studiano a vicenda prima di passare alla propaganda vera e propria. Qui a Casale è stata poi inventata una nuova tattica ad personam: quella dell’acclamazione verbale o investitura popolare del Brancaleone di turno, come ai tempi delle guerre di liberazione del Santo Sepolcro, allorquando tutti venivano obbligati a gridare in coro: “Dio lo vuole” per non essere scomunicati.
Si stanno completando le liste e pare addirittura che qualcuno si sia preoccupato di richiedere ai suoi candidati il certificato “ delle analisi del sangue”, altri hanno rinunciato a presentarsi per evitare ammucchiate che avrebbero potuto favorire anziché indebolire l’altro, ma alla fine resta sempre un mistero per i più, capire con quale sotterranea alchimia politica verranno chiuse le liste e quali siano i raggruppamenti politici in esse contenuti.
Il Pdl, a livello regionale per oltre un mese ha avanzato proposte al Pd per mettere insieme una candidatura a sindaco condivisa ed estesa a tutte le forze politiche Casalesi allo scopo di unire il paese su un programma di svolta e di cambiamento rispetto al passato.
Il senatore Gennaro Coronella e l’onorevole Nitto Palma, di fronte alla chiusura netta del segretario regionale del Pd Enzo Amendola, il 4 marzo scorso asserivano che loro non ponevano pregiudiziali verso la candidatura di Renato Natale, segretario locale del Pd, ma che occorreva almeno una preventiva e leale discussione per superare tutti gli steccati e creare così una classe dirigente determinata e coesa in grado di rappresentare a tutti i livelli la comunità casalese.
Dopo un secondo arroccamento in segno di sfida da parte del Pd e senza alcun incontro ufficiale o discussione tra le parti, il Pdl di Casale ha di colpo innalzato bandiera bianca dichiarando di essere pronto a sostenere la candidatura a sindaco di Renato Natale perché, secondo il senatore Coronella, Casal di Principe vive una condizione di straordinarietà che va superata.
A questo punto la domanda sorge spontanea, come direbbe qualcuno: il Pdl si è arreso senza condizioni al dottor Renato Natale ed al Pd, per il bene del paese, oppure intende giocare d’astuzia sapendo bene che le sue mire sono del tutto utopistiche ed irrealizzabili e per questo prima o poi lo attenderebbero al varco delle “Forche Caudine”, così come fecero i Sanniti con i Romani?
Questo secondo caso, stando alla cronistoria dei fatti, sembra il più plausibile, poiché come tutti ammettono, la situazione della nostra città richiede la più larga partecipazione e consenso possibile, sotto la guida di un Sindaco che sia a tutti gli effetti “Primus inter pares”, e non un “rais”, che, nell’anno 2012 pensa ancora di risolvere i problemi di Casale invocando ed in modo del tutto demagogico e fuori di ogni contesto storico ed economico il cosiddetto “Piano Marshall”.
Anziché scomodare il generale americano George Catlett Marshall, sottosegretario di Stato, che nel 1947 ideò il famoso piano per la ricostruzione economica dell’Europa, sarebbe stato più utile e serio programmare interventi di difesa del nostro territorio capaci di dare una risposta a tutti quei cittadini che per necessità e con sacrifici hanno costruito un tetto per i loro figli, purtroppo senza chiedere ed ottenere la prevista concessione edilizia che guarda caso in Italia solo la Regione Campania e qualche altra, non hanno ritenuto dare loro una soluzione, naturalmente nel rispetto della legalità e dell’ambiente stesso come del resto stanno chiedendo di fare diversi altri comuni.
Chissà se il dottor Natale, oltre all’annunciato “laboratorio sulla legalità”, includerà nel suo programma qualcosa anche su questo punto, per cui staremo a vedere. Per i cittadini casalesi è su questo ed altri problemi, come la costruzione di una rete idrica nuova o infrastrutture varie ed il buon funzionamento dei servizi comunali, che si misurerà la capacità, la credibilità ed il consenso verso una amministrazione che va ripetuto fino alla noia, non potrà mai reggersi su persone sospette di partigianeria o incapaci di avere i massimi consensi tra le persone serie e capaci, che a quanto, pare hanno deciso di fare scelte con il proprio cervello rifiutandosi di portarlo all’ammasso oppure di stare semplicemente a guardare.
Sia chiaro che il punto veramente nodale di queste elezioni non è mai stato chi doveva essere la persona più adatta a fare il sindaco e su cui far convergere i maggiori consensi, bensì sul concetto di come in democrazia si debba arrivare a questa scelta. Probabilmente, poiché ci siamo trovati di fronte “all’uomo che volle farsi re”, di Houstoniana memoria, questo aspetto è stato volutamente taciuto o passato in secondo ordine e ciò per mero opportunismo da parte di alcuni nostri bravi politicanti ma dall’altro difeso a spada tratta da quei pochi che non avendo particolari interessi da difendere se non quelli che collimano con la dignità ed il riscatto vero del popolo casalese, ormai da tutti sempre offeso e vilipeso.
L’ipocrisia con la quale è iniziata questa consultazione elettorale, la regia semi occulta che si è avvertita in Casal di Principe subito dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale del mese di novembre scorso, accentuata da passerelle di personaggi in convegni ed eventi pubblici, le strane coincidenze di invio della Commissione d’accesso invocata da anni e giunta solo oggi, dovrebbero far aprire del tutto gli occhi al popolo casalese per invitarli a manifestare tutto il proprio sdegno verso coloro i quali hanno trovato ieri e trovano oggi ogni occasione buona per mostrarsi al centro della ribalta per incidere sul marchio che essi stessi ci hanno cucito addosso perché “Casalesi”.
Ed a proposito poiché come ben sappiamo “la legge è uguale per tutti, qualcuno ci potrebbe spiegare in modo comprensibile e chiaro come è possibile che con la pesante accusa di “concorso esterno in associazione camorristica”, per un cittadino Casalese scatta immediatamente l’arresto, mentre per altri magari di “Napoli”, non è così nemmeno dopo il rinvio a giudizio sempre per la stessa accusa?
Per questo, mi permetto di uscire fuori dal coro di coloro i quali in un modo o nell’altro rinunciano a difendere il proprio paese per dire: “usiamo anche in questa come nelle altre occasioni future, tutto l’acume buono di cui noi casalesi andiamo fieri, riservandone anche una seconda dose per le prossime competizioni elettorali, tenendo presente una cosa acclarata e cioè che il tempo è veramente galantuomo, per cui in politica così come nella vita, gli errori prima o poi si pagano.

ragionier Luigi Furia

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