Campania

Scioperano i netturbini: tornano cumuli di rifiuti a Napoli

 NAPOLI. “Sono amareggiato perché, mentre stanno tornando i turisti, oggi alcuni quartieri della città sono sporchi a causa dello sciopero, a mio giudizio immotivato, di un gruppo di dipendenti di una ditta privata che ora sono Asìa (l’Azienda speciale di igiene ambientale, ndr)”.

Lo ha detto il vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano, parlando oggi in Prefettura nel corso della sottoscrizione di un protocollo di intensa contro il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti lungo le strade. “È un fatto gravissimo mi auguro che questi dipendenti, sono circa una settantina, tornino subito in servizio”, ha aggiunto Sodano parlando di uno “sciopero selvaggio” e non escludendo di adire le vie legali.

“Abbiamo intimato loro di riprendere subito il lavoro – ha detto ancora – e di recuperare nel pomeriggio di oggi il danno che hanno provocato all’immagine della nostra città. I dipendenti, a quanto si appreso, hanno incrociato le braccia per il mancato pagamento di una mensilità da parte dell’ex datore di lavoro”. “Abbiamo con fatica internalizzato questi dipendenti – ha detto infine Sodano – e loro non possono far pagare alla città il mancato versamento di uno stipendio dell’ex datore di lavoro”. “Ritengo che appena verranno presentate le denunce necessarie occorra provvedere con urgenza e anche massima severità”. Lo ha detto il prefetto di Napoli, Andrea De Martino, parlando dello sciopero. Gli aderenti allo sciopero sono da poco nell’organico di Asìa. Fino a qualche tempo fa erano dipendenti di una ditta privata e lamentano il mancato pagamento da parte dell’ex datore di lavoro di alcune spettanze.

“Circa 250 lavoratori ex Lavajet si sono rifiutati di effettuare il servizio come da mansioni assegnate perché la ditta Lavajet non ha provveduto al pagamento dello stipendio alla scadenza contrattuale”. Lo dichiara in una nota Asìa, l’azienda del Comune di Napoli responsabile della raccolta dei rifiuti in città, spiegando che “una folta rappresentanza, degli stessi lavoratori in agitazione, si è anche presentata presso la sede direzionale di Asia in Via Antiniana”.

“I fatti sono dall’azienda considerati gravissimi – aggiunge Asia – in quanto le recriminazioni dei lavoratori riguardano mancati emolumenti a cura della società Lavajet e per i quali Asìa non ha alcuna competenza specifica, di fatto gli operatori affermano di non essere stati pagati dalla Lavajet per tutto quanto a loro dovuto ed a chiusura del rapporto di lavoro con la stessa ex ditta appaltatrice”. Asìa spiega di aver “regolarmente versato quanto dovuto alla Lavajet, così come previsto dal contratto di appalto, e che le pesanti conseguenze a danno della qualità dei servizi offerti alla città non solo sono causate da recriminazioni che assolutamente non riguardano l’azienda, ma con Asia che non è stata informata nei tempi dovuti dell’iniziativa di protesta, per Asìa non è stato possibile organizzare preventive azioni compensative a salvaguardia della regolarità dei servizi operativi”.

“In queste ore il management di Asìa Napoli è al lavoro per fornire ogni forma di intermediazione possibile alla soluzione del contenzioso tra la Lavajet ed i neodipendenti (ex Lavajet), fermo restando la posizione di assoluta condanna per un’iniziativa di protesta che penalizza l’operato aziendale intento a profondere ogni sforzo per evitare disagi alla collettività”, aggiunge la nota, che conclude: “Asìa garantisce il massimo impegno, ordinario e straordinario al fine di risolvere le difficoltà per la cittadinanza recuperando rapidamente la piena efficacia operativa a garanzia dei servizi di igiene urbana offerti”.

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