Campania

Bunker “telecomandato”: arrestato latitante del clan Lo Russo

 NAPOLI.Un boss del clan camorristico dei Lo Russo, latitante da un anno e mezzo, è stato scovato dai carabinieri in una lussuosa villetta a Marano, nel Napoletano.

I militari hanno sorpreso Antonio Cardillo, 34 anni, nascosto in un rifugio apribile con un telecomando e ricavato dietro ad uno specchio della camera da letto. I militari del nucleo Investigativo di Napoli e del nucleo operativo della compagnia Vomero, hanno bloccato l’uomo, ritenuto affiliato di spicco al clan camorristico operante nei quartieri di Miano, Chiaiano, Piscinola e Marianella.

A Cardillo i militari dell’Arma hanno notificato un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa su richiesta della Direzione distrettuale antimafia per associazione di tipo mafioso ed estorsione nell’ambito di una inchiesta sfociata in un blitz che nel novembre 2010 aveva portato in carcere 50 suoi presunti complici, blitz al quale l’uomo era riuscito a sfuggire rendendosi latitante. Al momento dell’irruzione nella villetta i militari hanno trovato nella lussuosa residenza la moglie e i due figli del latitante. Il letto matrimoniale dove dormiva la signora appariva come usato, fino a poco prima dell’irruzione, da entrambi i lati.

Certi della presenza del ricercato nella casa, i carabinieri hanno iniziato una minuziosa perquisizione trovando un telecomando che non corrispondeva ad alcun apparecchio presente nella casa. I carabinieri hanno così iniziato vari giri per la villetta provando e riprovando ad azionare il dispositivo fin quando, nella cabina armadio vicina alla camera da letto, all’ azionamento del telecomando, uno specchio, apparentemente incollato alla parete, si è cominciato ad allontanare da questa spinto da una serie di martinetti, tubature e pistoni idraulici, scoprendo un nascondiglio.

Dentro al covo, realizzato con non comune impiego di materiali, i carabinieri hanno scovato il latitante, seduto su una sediolina, che aspettava che finisse la visita Dopo le formalità di rito al comando provinciale, l’uomo è stato tradotto nella casa circondariale di Poggioreale.

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