Aversa

Premio “Agenda Rossa” alla cronista aversana Marilena Natale

Marilena NataleAVERSA. La giornalista de “La Gazzetta di Caserta”, Marilena Natale, riceverà il premio nazionale “Agenda Rossa”, dedicato alla memoria del giudice Paolo Borsellino.

La premiazione avverrà il prossimo 20 marzo, a Chieti, alla presenza delle scolaresche degli istituti superiori della città abruzzese e di Salvatore Borsellino, fratello del giudice antimafia massacrato con i suoi agenti di scorta il 19 luglio 1992 in via D’Amelio, a Palermo. Aversana, cronista di nera, Marilena Natale si occupa in particolar modo, con inchieste approfondite e acute, dei legami tra clan dei casalesi e politica. Da tempo vive sotto vigilanza per le minacce ricevute dalla cosca. Circa due anni fa denunciò il cognato del boss Nicola Panaro, numero tre della cosca di Casal di Principe, per le minacce che le aveva rivolto.

Era il 14 aprile del 2010. La Natale si trovava nei pressi della caserma dei carabinieri di Casal di Principe per svolgere il proprio lavoro. Poco prima i militari avevano arrestato il boss Panaro, latitante da sette anni, cugino di Francesco Schiavone detto “Sandokan”. Nella ressa di quei minuti convulsi per l’arresto, un parente del camorrista si avvicinò alla cronista e, con tono minaccioso, le disse: “Vattene da qui, io so chi sei e so dove abiti”. La cronista denunciò l’accaduto ai carabinieri e la Direzione distrettuale antimafia aprì un’inchiesta. Un mese più tardi la sentenza: il cognato del boss fu condannato con il rito abbreviato a tre anni e quattro mesi di reclusione.

L’agenda rossa, da cui prende il nome il premio, è quella sottratta dalla borsa del giudice Borsellino subito dopo lo scoppio dell’autobomba in via D’Amelio e mai più ritrovata. Su quell’agenda il giudice antimafia appuntava i resoconti degli interrogatori sostenuti con i vari collaboratori di giustizia, nell’ambito delle indagini da lui condotte finalizzate a ricostruire i legami tra Stato e mafia. Proprio quell’agenda potrebbe essere alla base della strage di via D’Amelio. Strage che, a vent’anni di distanza, ancora non ha una sua verità processuale. Fin dalla prima edizione il premio “Agenda rossa all’informazione” viene conferito a tutti quei cronisti che, a volte, anche a rischio della vita, resistono ad ogni forma di condizionamento e promuovono senza paura il vero senso della libertà di informazione.

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