Aversa

Cannavale (Fli): “No al gossip politico”

Pino CannavaleAVERSA. “Basta gossip politico, indicare come candidato sindaco, più o meno certo, ogni giorno uno o più personaggi, può rappresentare un danno per l’esito del voto”.

A lanciare l’allarme è Pino Cannavale, segretario cittadino di Futuro e Libertà, che prova a far rientrare negli argini della politica vera la pseudocampagna elettorale avviata da alcune settimane in vista delle amministrative di maggio. “Indicare come candidato qualcuno senza neppure che sia stato contattato dal partito che dovrebbe rappresentare, come accaduto con De Cristoforo, per il quale so per certo non c’è stato, almeno fino ad oggi, alcuna proposta in tal senso, da un lato porta solo a bruciare candidati possibili, di ottima qualità e livello, come sanno bene tutti coloro che fanno politica, dall’altro porta confusione tra gli elettori già confusi dalla marea di liste civiche nate o in via di costituzione che intendono partecipare alla competizione, dichiarando tutte di voler andare da sole e soprattutto di volere essere fuori dai partiti”.

“Una affermazione teorica che – ricorda l’esponente di Futuro e Libertà – se venisse trasformata in realtà, come dimostrato dalle tante amministrazioni dell’agro che hanno voluto fare da sole, porterebbe inevitabilmente alla conclusione anticipata della legislatura”. “Perché – ricorda – per amministrare una città non si può fare a meno di avere dei riferimenti politici istituzionali nelle sedi del governo regionale e nazionale”. “La storia ci insegna – continua – che la politica delle amministrazioni nate dai cosiddetti comitati di “salute pubblica” che si dichiarano al di fuori dei partiti è la rovina delle popolazioni”.

“Chi non ricorda l’esempio della rivoluzione francese. Anche allora – cita Cannavale – si parlava di salute pubblica e poi si è visto di quale salute si trattava”. “Meglio tornare alla vecchia politica tradizionale. Basta con il gossip. Aspettiamo l’ufficializzazione dei nomi di sindaci e candidati, scelte che si fanno all’interno dei partiti non per strada o nei bar”, conclude.

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