Italia

India, i due marò indagati a Roma per omicidio volontario

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ROMA. La Procura di Roma ha deciso di procedere nei confronti dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone accusati dalle autorità indiane di aver ucciso il 15 febbraio due pescatori scambiandoli per pirati.

I due fucilieri del battaglione San Marco erano in servizio sulla petroliera italiana “Enrica Lexie” e sono stati arrestati in India poche ore dopo l’episodio. L’iscrizione dei due marò per omicidio volontario sarebbe una sorta di atto dovuto legato alle risultanze dei fatti che emergono dall’informativa che la Farnesina ha messo a disposizione della magistratura nelle ultime ore. Giovedì 23 febbraio la magistratura indiana aveva deciso di tenere i due italiani per altri sette giorni in stato di fermo.

Intanto, venerdì mattina la petroliera italiana “Enrica Lexie” è tornata nel porto di Kochi, nello stato indiano meridionale del Kerala, per permettere ulteriori indagini da parte della polizia sull’uccisione di due pescatori indiani. In particolare gli investigatori, guidati dal commissario Ajit Kumar, devono salire a bordo per visionare le armi utilizzare dai due marò. Come concordato durante la visita del sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura, l’intera operazione sarà effettuata alla presenza dei diplomatici italiani, per garantire la massima trasparenza. La delegazione italiana sarà presente al momento in cui saranno posti i sigilli sul materiale bellico che appartiene allo Stato italiano.

“Il governo è impegnato in tutte le sue articolazioni e in ogni minuto per consentire ai due fucilieri della Marina militare a Kerala di sentire la vicinanza della Repubblica italiana”, aveva spiegato nei giorni scorsi il premier Monti nel suo intervento all’inaugurazione del nuovo anno accademico alla Scuola ufficiale dei Carabinieri a Roma.Il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, si è raccomandato “di misurare i toni per far conseguire alla politica e alla diplomazia i risultati che tutti ci auspichiamo”.

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