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Di Marzio: “Rendimento bassissimo per il Chelsea. Il Napoli compri campioni”

 Gianni di Marzio è intervenuto nella giornata di giovedì ai microfoni di Calciomercato.com parlando della situazione del Chelsea, di Lavezzi oltre che della vicenda complessa in casa Lazio.

La sconfitta che il Chelsea ha rimediato a Napoli non fa altro che mettere in evidenza i limiti degli inglesi: “I blues, come ho detto giorni fa, sono l’Inter del calcio inglese necessitando di un ricambio generazionale. I meriti del Napoli hanno messo a nudo, ancor più, i limiti di questa squadra che, rispetto alla scorsa stagione, sta avendo un rendimento bassissimo .Oltre a questo il Chelsea sembra una squadra poco serena, inquieta. Villas-Boas sembra aver perso il polso della squadra, lo si nota anche da certe inquadrature e immagini tv. Il Napoli certamente ha mostrato una grandissima maturità, grazie anche al sostegno di tutti tifosi. Quindi, alla luce di questa maturità, è ancora più grande il rammarico per i tanti punti persi in campionato, soprattutto nel periodo in cui non ha giocato sui tre fronti”.

Per diventare una realtà costante del calcio europeo la società azzurra non deve privarsi suoi campioni piuttosto ne deve comprare altri: “Qui non si tratta di cedere, si tratta di migliorare l’organico. Affianco a Lavezzi ci vogliono altri top player, quelli da cedere sono altri, non certo Lavezzi”.

In casa Lazio si sta vivendo una delicata situazione.Reja si è dimesso e quella di questa sera contro l’Atletico sarà di certo la sua ultima partita da allenatore degli azzurri. De Canio possibile erede: “Reja è un tecnico eccellente, ma anche De Canio è un ottimo allenatore, ha fatto cose egregie a Lecce e Reggio Calabria, stagioni quasi miracolose”.

Il giocatore che ha più deluso Di Marzio da quando visiona promesse del calcio? “Diego Ribas da Cunha, ai tempi del Santos notai lui e Robinho, con cui ebbi anche un colloquio in albergo. Da Diego mi aspettavo molto di più, pensavo fosse un giocatore adatto al calcio europeo, credo abbia pagato anche i continui cambi di ruolo”.

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