Esteri

Siria, uccisi due giornalisti occidentali. Ue annuncia sanzioni

Marie Colvin e Remi OchlikHOMS. Due giornalisti occidentali sono stati uccisi in Siria: Marie Colvin, 54 anni, americana del Sunday Times, e il fotografo francese Remi Ochlik, 28 anni.

La tv satellitare al-Jazeera ha riferito che i due, insieme ad altri reporter locali, avrebbero perso la vita a Homs quando l’edificio in cui si trovavano, nel quartiere di Bab Amro, è stato fatto bersaglio di cannoneggiamenti. La fonte citata dalla tv sono alcuni attivisti locali. I due, ha riferito Omar Shaker, sono stati uccisi da una bomba caduta su un centro stampa allestito dai ribelli nel quartiere di Bab Amr, assediato dai lealisti siriani dal 4 febbraio scorso.

40 le vittime civili dei bombardamenti a Homs, tra cui Rami al-Said, noto video-blogger 27 enne che documentava in diretta la pesante escalation delle violenze commesse dai lealisti del regime di Bashar al-Assad in alcuni quartieri della città ribelle. Rami è morto dissanguato per le ferite riportate insieme ad altri tre amici, pochi istanti dopo che le sue immagini in diretta dei bombardamenti sul distretto di Bab Amro erano state trasmesse da Bbc, Skynews e al-Jazeera.

“Il troppo è troppo. Questo regime se ne deve andare”. Così il presidente francese, Nicolas Sarkozy, che ha convocato l’ambasciatore siriano a Parigi chiedendo che sia consentito l’accesso umanitario a Homs, da settimane sotto l’assedio del regime, per il soccorso dei feriti. Più tardi è giunta la reazione dell’Unione europea che ha annunciato per lunedì prossimo nuove sanzioni contro la Siria. Oltre al divieto di atterraggio per i voli cargo, l’Ue dovrebbe decidere il congelamento dei beni della Banca Centrale siriana e un divieto ad alcune transazioni, come il commercio di metalli preziosi. Al momento sembra invece escluso il divieto di importazione dei fosfati siriani. Infine, altre sette persone verranno aggiunte alla lista di 150 individui o aziende per cui è stato deciso il congelamento dei beni e il divieto di visto. Condanna anche da Russia e Stati Uniti. “Non avevamo informazioni sul fatto che i due giornalisti fossero entrati in territorio siriano”, ha ribattuto il ministro siriano per l’Informazione, Adnan Mahmud.

Marie Colvin era considerata una delle reporter di guerra di maggiore esperienza al mondo. Ha seguito tutti i principali conflitti internazionale. Negli ultimi 20 anni ha coperto come inviata molte guerre e rivolte, compresi i conflitti in Iraq, in Cecenia, l’Intifada palestinese e le violenze in Sri Lanka, dove nel 2001 rimase ferita gravemente da una scheggia di granata e perse un occhio. In quell’anno fu insignita del premio come miglior inviato estero dell’anno della stampa britannica.

Remi Ochlik, fotografo free-lance per diverse testate tra cui Le Monde, Paris Match, Time Magazine e The Wall Street Journal, nel 2005 aveva anche creato la sua propria agenzia fotografica Ip3 Press. Nato a Thionville, nell’est della Francia, ha coperto nel 2011 le rivoluzioni in Tunisia, Egitto e Libia. L’anno scorso ha vinto il Gran Prix Photo Jean-Louis Calderon per tre fotoreportage. Lo scorso 10 febbraio, Ochlik era tra i vincitori del World Press Photo, il più prestigioso premio di fotogiornalismo, per una foto scattata in Libia durante la rivoluzione. Remy Ochlik, solo poche settimane fa, ricordava in un articolo sul settimanale Paris Mach, l’ultima giornata che aveva trascorso a Homs con il reporter francese Gilles Jacquier, anche lui ucciso in Siria lo scorso 11 gennaio.

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