Cesa

Alberto Marino: “Prima una cultura della moralità”

 CESA. Diversi esponenti della politica cesana, negli ultimi mesi, hanno ravvisato la necessità di una “novità culturale”.

Da cittadino ed ex consigliere comunale, mi preme dare un contributo alla discussione. La novità culturale deve ispirare le scelte e i comportamenti di una vita civile che si nutre di legalità, solidarietà e moralità, in modo tale da tradursi in prassi coerente. Prima ancora di una novità culturale, servirebbe una robusta cultura della moralitàsulla quale fondare le relazioni pubbliche e la convivenza sociale. La questione non può essere ridotta a tattica politica o, peggio ancora, a polemica tra i partiti. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche, anche sulla base del dettato costituzionale, hanno il dovere di adempiere con disciplina e onore i loro doveri.

Sarebbe errato fare di tutta l’erba un fascio o scaricare solo su alcuni responsabilità che toccano tutti, tuttavia non si possono chiudere gli occhi di fronte alle gravi disfunzioni che stanno segnando profondamente Cesa. In un momento di cambiamento politico e di non pochi vuoti amministrativi, come quello attuale, bisogna prendere coscienza con lucidità e coraggio del clima pesante che sta inquinando molti spazi della convivenza sociale del paese. Le forze politiche e la pubblica amministrazione, in quanto espressioni democratiche dei cittadini, non possono eludere specifiche responsabilità al momento di sollecitare il consenso elettorale.

Tutti (partiti e singoli candidati) presentano programmi, assumono impegni solenni, garantiscono di voler collocare l’uomo giusto al posto giusto e riscuotono la fiducia della gente, ma poi pretendono di gestire la cosa pubblica arbitrariamente, dimenticando l’origine e il significato del mandato ricevuto. Ciascuno reclama “un maggior peso”,ritenendo di possedere l’unica soluzione giusta ai problemi. E il bene comune? E la volontà e gli interessi dei cittadini? Ognuno è chiamato ad adempiere il proprio dovere assumendosi le sue responsabilità. La democrazia ha le sue regole. Non è lecito barare.

E’ necessario elevare il livello della vita politica ed amministrativa, perché questa, anche quando si svolge nei centri minori, deve essere sempre servizio nobile e qualificato, di cui occorre preservare dignità ed efficacia, da parte di tutti per il bene di tutti. Su questo fronte si gioca la serietà delle persone e si esprime la loro statura mentale e culturale. Chi assume pubbliche responsabilità deve essere in grado di offrire precise garanzie, di competenza e preparazione politica ed amministrativa. Solo così Cesa può avere un futuro.

Alberto Marino

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