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Fortunato Zagaria disse a Zara: “Michele è arrabbiato”

Giovanni ZaraCASAPESENNA. Uno stralcio dell’interrogatorio, datato 25 marzo 2010, in cui l’ex sindaco di Casapesenna Giovanni Zara racconta delle intimidazioni subite nel 2008 dall’allora suo vicesindaco Fortunato Zagaria.

In particolare, l’avvocato racconta di un incontro tenutosi allo stadio comunale, quando Fortunato Zagaria gli riferì che Michele Zagaria aveva poco gradito le dichiarazioni con cui lo stesso Zara aveva auspicato la cattura degli allora superlatitanti del clan dei Casalesi, tra questi proprio Michele Zagaria e Antonio Iovine. L’epoca è quella immediatamente successiva alle elezioni comunali dell’anno 2008, per le quali Fortunato Zagaria non aveva potuto candidarsi a sindaco, in ragione dell’ineleggibilità derivante dai precedenti due mandati consecutivi.

L’ostacolo era stato “aggirato” candidandosi alla carica di consigliere nella lista (l’unica presentatasi alle elezioni) guidata da Zara, affiancandolo poi in veste di vicesindaco. Dalle indagini è emerso come Fortunato Zagaria sarebbe riuscito a mantenere il controllo sul Consiglio comunale e che, ai primi vagiti di indipendenza del sindaco Zara, l’indagato sarebbe stato l’autore delle dimissioni di tredici consiglieri comunali, ottenendo il 10 febbraio 2009 lo scioglimento del Consiglio, per poi essere rieletto sindaco, per la terza volta, alle amministrative svoltesi il 6 e 7 giugno di quello stesso anno.

Ecco il racconto di Zara ai magistrati sull’incontro avvenuto allo stadio:

Subito dopo l’arresto di tre latitanti di spicco del clan dei casalesi, mi pare di ricordare Cirillo Alessandro, Spagnuolo Oreste e Letizia Giovanni, rilasciai alla stampa una dichiarazione con la quale intendevo esprimere il mio compiacimento per il lavoro delle forze di polizia. In particolare auspicavo l’arresto di altri latitanti e nello specifico di Zagaria Michele e Iovine Antonio. La mia dichiarazione fu riportata con molta enfasi dalla stampa locale, per cui, nello stesso giorno in cui fu pubblicato l’articolo riportante la mia dichiarazione, a metà pomeriggio, verso le ore 16.00, ricevetti una telefonata da Zagaria Fortunato, all’epoca dei fatti vicesindaco della giunta da me presieduta. Con tale telefonata lo Zagaria mi invitava ad un incontro presso lo stadio comunale di Casapesenna.

Mi viene chiesto se lo stadio era luogo solito di appuntamento con lo Zagaria ed io rispondo che non era mai stato utilizzato da me e Fortunato come luogo di appuntamento. Rimasi comunque stupito del luogo della convocazione ma, anche dal tono serio della voce, capii che Zagaria mi voleva parlare dell’articolo stampa apparso lo stesso giorno. Dico ciò in quanto, il giorno precedente, ovvero lo stesso giorno dell’arresto, io avevo parlato con Zagaria Fortunato dell’opportunità di rilasciare dichiarazioni, a nome dell’Amministrazione comunale, di sostegno all’operato delle forze di polizia. Zagaria mi aveva da subito dissuaso dicendomi che era poco opportuno, per cui ricordandomi della discussione precedente e vedendo i titoli in edicola, subito collegai l’invito allo stadio con la vicenda dell’intervista.

Recatomi allo stadio di Casapesenna, incontrai Zagaria Fortunato, in compagnia di un consigliere comunale, all’interno del piazzale dal quale si accede all’area spogliatoi. Io scesi dalla mia vettura sorridendo e salutando gli astanti, ma fui subito redarguito da Zagaria Fortunato il quale mi disse testualmente: ‘E’ inutile che ridi! E’ venuta una persona da me, riportandomi un’imbasciata da parte di Michele Zagaria’. L’imbasciata, inviatami da Zagaria Michele, per il tramite di Zagaria Fortunato, mi fu testualmente detta da quest’ultimo, ovvero: ‘Per quello che hai dichiarato, sei un cornuto, uomo di merda!’.

Ricordo che Zagaria Fortunato mi diceva che era intendimento di Zagaria Michele sapere se tali dichiarazioni erano state da me rilasciate oppure colorite dal giornalista. Io risposi in maniera vaga, atteso che le dichiarazioni le avevo effettivamente rilasciate, ma mi sembrava pericoloso, in quel momento, riconoscerne la totale paternità….

Zagaria Fortunato mi disse che Zagaria Michele mi mandava a dire, che la cosa non poteva considerarsi conclusa lì, ma ci sarebbe stato un seguito. Io lo interpretai come un evidente messaggio intimidatorio, anche perché Zagaria Fortunato mi disse che continuando su questa strada avrei potuto fare la fine di Tonino Cangiano, ovvero un ex sindaco di Casapesenna che fu oggetto di un attentato rimanendo paralizzato per sempre. Inoltre Zagaria Fortunato mi diffidò a rilasciare ulteriori dichiarazioni di tale tenore, perché in caso contrario, gli amministratori comunali di Casapesenna non mi avrebbero certo seguìto. In effetti io sono stato poi sfiduciato e ritengo che l’artefice di questa manovra sia stato proprio Zagaria Fortunato.

Di seguito Zagaria Fortunato mi disse che si era preso incarico di riportare ad una terza persona, intermediario tra lui ed il latitante Zagaria Michele, il mio impegno a non rilasciare più dichiarazioni di tale tenore, altrimenti per me ci sarebbero state ripercussioni. Zagaria Fortunato mi dichiarò che si sarebbe impegnato personalmente con questa persona, della quale non mi riferì l’identità, scongiurando eventuali ritorsioni nei miei confronti.

Ricordo che Zagaria Fortunato era intenzionato a capire chi avesse fatto pubblicare il nome di Zagaria Michele, ed io, per ovvi motivi, rimasi vago. Mi allontanai e rimasi scosso per tale discussione, temendo effettivamente per la mia incolumità. In quella stessa occasione, Zagaria Fortunato mi disse ‘Vuoi seguire la carriera di Lorenzo Diana che ha utilizzato lo strumento della lotta contro la criminalità per diventare Onorevole?’.

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