Politica e camorra: scarcerato l’ex sindaco di Casapesenna

di Redazione

Fortunato ZagariaCASERTA. Il Tribunale del Riesame ha scarceratol’ex sindaco di Casapesenna (Caserta),Fortunato Zagaria, arrestato il 10 febbraio scorso.

I giudici hanno accolto le tesi dei legali difensori Giuseppe Stellato e Mauro Trofino, ritenendo non sussistenti i presupposti per la custodia cautelare.Dal 13 febbraio scorso il Comune di Casapesenna è retto da un commissario prefettizio, Michele Campanaro.

57 anni, ingegnere, è accusato, in concorso con il boss Michele Zagaria (tra di loro nessuna parentela, ndr.) di violenza privata nei confronti del precedente sindaco di Casapesenna, Giovanni Zara. A quest’ultimo, durante il suo mandato, secondo le accuse dei magistrati della Dda, sarebberstato “consigliato” ripetutamente da Fortunato Zagaria, anche a nome del boss, di non assumere iniziative pubbliche contro la camorra, perché “sgradite” a Michele Zagaria.

Fra gli episodi contestati all’ex sindaco, il tentativo di costringere Zara a non partecipare ad un convegno confiscato in una struttura confiscata a Luigi Venosa, prospettando una reazione negativa da parte dei familiari del boss, oppure quello di non far partecipare Zara ad una manifestazione di solidarietà con le forze di polizia a Casapesenna. “Divieto” che, avrebbe detto Fortunato Zagaria, era imposto dal superlatitante Michele Zagaria. Così come sarebbe stato “vietato” a Zara di rilasciare dichiarazioni di elogio alle forze dell’ordine in occasione di arresti di latitanti, altrimenti avrebbe “fatto la fine” di Antonio Cangiano, vicesindaco di Casapesenna nel 1998, gambizzato in piazza e da allora costretto ad una sedia a rotelle.

Nel 2008, Fortunato Zagaria, poiché ineleggibile dopo due precedenti mandati consecutivi da sindaco (a partire dal 1998), secondo la Dda avrebbe strumentalmente sostenuto Giovanni Zara (all’epoca fu presentata una sola lista, appunto quella con candidato sindaco Zara) nella convinzione di riuscire a manovrarlo e affiancandolo come vicesindaco.Stando alle risultanze investigative, supportate anche dalle dichiarazioni del pentito Roberto Vargas, Fortunato Zagaria sarebbe effettivamente riuscito a mantenere ancora il controllo della Giunta e del Consiglio Comunale, avvalendosi della collaborazione di funzionari e impiegati del Comune. Quando Zara iniziò ad attaccare la camorra, dimostrando autonomia intellettuale e politica, Fortunato Zagaria avrebbe poi orchestrato le dimissioni della maggioranza in Consiglio, determinando, così, lo scioglimento anticipato dell’Assise nel febbraio 2009, per poi essere rieletto sindaco alle elezioni del giugno 2009. Secondo il pentito Vargas, Fortunato Zagaria sarebbe “diretta espressione” del boss Michele Zagaria, che lo avrebbe fatto rieleggere con la forza elettorale del clan.

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