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Castel Morrone, sfiducia a Papa: “La mozione era dovuta”

 CASTEL MORRONE. Il 7 febbraio si è tenuto il Consiglio Comunale, voluto dal gruppo di opposizione dell’Unione Civica, per porre la sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio Comunale, Raffaele Papa.

Come era prevedibile, la forza dei numeri ha prevalso sulla forza del diritto e della ragione. L’esito della votazione è stato di sette voti contrari – tanti erano i votanti per la maggioranza. – e di quattro voti favorevoli – tanti erano i consiglieri di opposizione – Nonostante l’esito del voto, che è stato esattamente quello atteso, da parte dell’Unione Civica si esprime una valutazione positiva del momento politico rappresentato da questo Consiglio Comunale. Gli interventi a sostegno della mozione e la replica della maggioranza hanno evidenziato la profonda differenza di intendere la politica da parte dei due schieramenti avversari.

La maggioranza ha evitato di controbattere al merito degli argomenti del nutrito dossier che accompagnava la mozione di sfiducia e si è limitata a ribadire il diritto alla prevaricazione e alla violazione dei regolamenti qualora si possieda la forza numerica per poterlo fare e si sia in presenza di una ragionevole certezza dell’impunità; la minoranza, oltre alla disamina puntuale di quella che è stata una vera e propria macchinazione irregolare, ha perorato la causa del rispetto delle regole e ha messo al centro della discussione due concetti chiari ed inequivocabili: l’esercizio dei diritti dell’opposizione sono una garanzia di legge e non un’elargizione di chi ha vinto le elezioni; la negazione di queste prerogative tramite trucchi e furberie irregolari, servirebbe solo a svilire il maggior organo rappresentativo comunale e a far diventare uno scontro quello che, per il bene del paese, è auspicabile rimanga un confronto proficuo tra idee ed opinioni diverse. Ma in questa estrema, malaugurata ipotesi, la responsabilità sarebbe attribuibile tutta e solo alla maggioranza. Si registra, infine, qualche nota stonata e veramente incauta nell’intervento dell’assessore Fierro.

L’assessore ha accusato la minoranza di lavorare solo ed esclusivamente per bloccare l’attività amministrativa. Ma ci si chiede: un Consiglio Comunale, è o non è la parte centrale dell’attività amministrativa? E allora, se è vero, come è vero, che il senso di quella seduta era quello di protestare solennemente per un Consiglio Comunale negato alla minoranza con un artificio irregolare, ci si chiede ancora: un’affermazione del genere, in quel frangente, è da persone lucide o non lo è?

L’Unione Civica ritiene che il rispetto delle regole sia addirittura più importante del merito del più importante degli argomenti, ed è per questa ragione che continuerà a difendere le proprie prerogative da ogni tentativo di prevaricazione.

Gruppo Consiliare dell’Unione Civica per Castel Morrone

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