Italia

Blitz contro i “No Tav”: 26 arresti in tutta Italia

 TORINO. 40le misure restrittiveeseguite all’alba di giovedì, in 15 province italiane, nell’ambito dell’inchiesta sugli incidenti dello scorso 3 luglio in Val di Susa, durante le proteste contro la linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.

Il gip di Torino, Federica Bompieri, su richiesta del Procuratore aggiunto Andrea Beconi, ha emesso 26 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, uno ai domiciliari, alcune misure di obbligo di dimora. Oltre al capoluogo piemontese, l’operazione riguarda le province di Asti, Milano, Trento, Palermo, Roma, Padova, Genova, Pistoia, Cremona, Macerata, Biella, Bergamo, Parma e Modena.

I reati contestati sono lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale per gli incidenti al cantiere della Tav di Chiomonte (Torino) del 27 giugno e del 3 luglio scorsi, nei quali rimasero feriti oltre 200 uomini delle forze dell’ordine e decine di manifestanti.

Fra le decine di arresti nell’operazione della Polizia contro il movimento No Tav, alcuni riguardano frequentatori del Centro sociale torinese Askatasuna e di “case occupate” a Milano. Tra gli arrestati l’ex brigatista Paolo Maurizio Ferrari, il figlio di un altro ex brigatista residente nel milanese, e Guido Fissore, consigliere comunale di Villar Focchiardo (Torino), in Val di Susa. Attivista del movimento No Tav, Fisoreè stato portato in questura a Torino e la sua abitazione è stata perquisita. Solo poche settimane fa il consigliere aveva accompagnato una scolaresca bergamasca in una visita al cantiere di Chiomonte. Ordine di custodia emesso anche per un militante No Tav attivista di un comitato di Bussoleno, in Val Susa,e uno studente universitario della “Sapienza” di 23 anni.

Alberto Perino, uno dei leader della protesta, critica duramente l’operazione: “Il movimento No Tav è stato colpito perché è diventato il faro della protesta e colpendolo pesantemente con questi arresti si è voluto dare un messaggio a tutti gli altri movimenti che alzano la testa per difendere i loro diritti”. “L’altra ragione per cui si è voluto colpire il movimento No Tav – ha aggiunto Perino – è farlo passare non per un movimento popolare ma per un gruppo infiltrato e gestito dall’ala antagonista italiana. Non a caso, gli arrestati valsusini sono soltanto due, un barbiere e un consigliere comunale. Vogliono far passare – ha concluso Pierino – il messaggio che il nostro movimento non è radicato sul territorio, ma avulso e infiltrato”.

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