Gricignano

Scioglimento, Lettieri si appella al Consiglio di Stato: ma il Pd non firma

Andrea LettieriGRICIGNANO. Dopola sentenza delTar Lazio dello scorso agosto, che ha respinto il ricorso presentato contro il decreto di scioglimento per infiltrazioni camorristiche, l’ex amministrazione comunale guidata da Andrea Lettieri presenta appello al Consiglio di Stato.

Ma nell’ex maggioranza si registra una spaccatura rispetto al primo ricorso presentato al Tar: i due esponenti del Partito Democratico, Antonio Guida e Francesco Di Luise, ex assessori, e l’ex capogruppoCarmine Froncillo, non hanno firmato l’istanza di appello ai supremi giudici amministrativi. Con l’ex primo cittadino, invece, hanno sottoscritto il ricorso l’ex presidente del Consiglio Giovanni Di Foggia, gli ex assessori Giacomo Di Ronza, Francescantonio Russo e Giuseppe Buonanno, e gli ex consiglieri Luigi Autiero, Giuseppe Iuliano e Nicola Lucariello.

“Lo scorso dicembre, quando ci fu chiesto di sottoscrivere l’istanza di appello, ci riunimmo in assemblea e decidemmo di non firmare, dal momento che, con la prospettiva del ritorno alle urne in primavera, ritenemmo tale atto inutile”, fanno sapere dalla dirigenza del Pd gricignanese. Prospettiva, quella delle elezioni, che poi non si è concretizzata, vista la proroga ottenuta dalla commissione.

Intanto, la commissione straordinaria (attualmente composta dal prefetto Franca Triestino, dal viceprefetto Ilaria Tortelli e dal dirigente Goliardo Miniati), che governa il Comune dall’agosto 2010 e alla quale di recente è stata conferita una proroga di ulteriori sei mesi (fino ad agosto 2012), ha nominato gli avvocati Felice Laudadio e Francesco Casertano a rappresentare la triade prefettizia in giudizio.

Il provvedimento di scioglimento fu emanato dal Consiglio dei Ministri il 31 luglio 2010, su proposta del ministro dell’Interno Roberto Maroni, e firmato il successivo 2 agosto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Gli ex amministratori, nel ricorso al Tar Lazio, avevano sottolineato come il loro operato sia stato finalizzato “al recupero della legalità, alla lotta all’abusivismo nei settori dell’edilizia e del commercio, al risanamento ambientale e sociale, e che, tra esse, particolare rilievo assumono quelle intraprese nel 2006, all’indomani dell’insediamento della nuova compagine di governo”. Secondo i ricorrenti, proprio tali iniziative “hanno determinato gli attentati che dal 2007, anno in cui l’amministrazione comunale ha avviato una incisiva azione contro la criminalità, hanno avuto a bersaglio il sindaco, il vicesindaco e l’assessore Di Ronza”. Inoltre, gli ex amministratori hanno contestato la relazione ministeriale e la relazione prefettizia che, a loro avviso, avrebbero “fornito notizie erronee, inesatte, insufficienti, incomplete e parziali”, ed avrebbero “omesso l’illustrazione delle iniziative adottate nell’ambito delle azioni intraprese per il ripristino della legalità e la lotta alla criminalità, certamente note alla Prefettura, in quanto rinvenibili negli atti esaminati dalla commissione di accesso, che, talvolta, hanno visto la stessa Prefettura partner istituzionale dell’amministrazione”.

Da parte loro, i giudici del Tar avevano ritenuto non fondate le motivazioni esposte dai ricorrenti, in particolare quelle da loro definite “iniziative per il recupero della legalità”, sottolineando che quest’ultime “risultano idonee ad influire sulla fondatezza del provvedimento di scioglimento e conseguentemente, sull’esito del ricorso” poiché “del tutto insuscettibili di attestare la sussistenza delle condizioni di libera determinazione degli organi elettivi e il buon andamento dell’amministrazione comunale”.

A questo si aggiunge la relazione del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale a metà gennaio, in virtù della quale il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha prorogato di ulteriori sei mesi la commissione straordinaria.“Non risulta esaurita l’azione di recupero e risanamento complessivo dell’istituzione locale e della realtà sociale, ancora segnate dalla malavita organizzata”, scrive la titolare del Viminale. Pertanto, “le esigenze della collettività locale e la tutela degli interessi primari richiedono un ulteriore intervento dello Stato, che assicuri il ripristino dei principi democratici e di legalità e restituisca efficienza e trasparenza all’azione amministrativa dell’Ente”.

Il ministroCancellieri pone in evidenza l’operato della commissione, “che ha perseguito – si legge – l’obiettivo del ripristino della legalità, operando in un’amministrazione contraddistinta da un estremo degrado amministrativo, funzionale ad una situazione di diffusa illegalità”.

La nota del Viminale dipinge quello che viene definito un “disordine amministrativo”, trovato dai commissari all’atto del loro insediamento, dinanzi al quale sono stati avviati, tra l’altro, procedimenti disciplinari: “La commissione, – riferisce la Cancellieri – dopo aver riorganizzato gli uffici dell’Ente, per il ripristino di una regolare attività amministrativa, ha approvato il regolamento per la gestione dei procedimenti disciplinari e per la gestione del contenzioso del lavoro. Di conseguenza, sono stati irrogati tre provvedimenti disciplinari ed è stato avviato l’iter per l’adozione di misure sanzionatorie nei confronti di dipendenti comunali responsabili di gravi inadempienze”.

Sempre ai fini del riordino funzionale dell’Ente, la commissione, spiega il ministro, “ha adottato il piano esecutivo di gestione, considerato strumento importante per attuare il principio di separazione tra indirizzo politico e amministrazione gestionale del comune”. Un completamento della fase di riorganizzazione della struttura burocratica che appare fondamentale sia per il recupero dell’Ente, “considerata la dimostrata permeabilità a condizionamenti esterni di tipo camorristico”, scrive Cancellieri.

Un “disordine” del quale ha risentito anche il settore finanziario, con la commissione che ha avviato diverse iniziative per il risanamento del bilancio e per l’incremento delle entrate. In particolare, sono state attuate mirate azioni per la riscossione della Tarsu (tassa sui rifiuti) e dei canoni per il servizio idrico arretrati riferiti, allo stato, agli anni 2004-2007. Altre iniziative da portare a compimento riguardano al recupero dell’evasione dell’Ici, con accertamenti, già avviati, relativamente agli anni 2004 e 2005.

Restandoin tema di riscossione dei tributi, il ministro riporta la vicenda legata ad un accordo dilatorio al tempo intercorso tra la società concessionaria del servizio di accertamento e riscossione dei tributi e una società di costruzioni di Gricignano (facente parte del ‘Consorzio per Gricignano’, ndr.), debitrice di somme il cui esatto ammontare è in corso di accertamento. Sulla questione è intervenuta la commissione, che non ha rinnovato alla ditta concessionaria il contratto, indicendo una nuova gara per l’affidamento del servizio (andato dalla “Pubbliservizi”, ndr.) ma rivisitando le condizioni contrattuali e rafforzando alcune clausole, per consentire un maggiore controllo sulle attività del concessionario.

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