Gricignano

Cooperative, l’Avvocatura di Stato dice ‘no’ alla cessione della propriet&agrave

le cooperative nei pressi della Us NavyGRICIGNANO. L’Avvocatura di Stato dice ‘no’ alla richiesta della società di costruzioni “Gricignano 7” di acquisire la nuda proprietà di una vasta area comunale, di cui detiene solo il diritto di superficie, per ottenere la piena titolarità di 150 unità immobiliari.

A chiedere il parere dell’Avvocatura era stata la commissione straordinaria – che governa il Comune dall’agosto 2010 dopo lo scioglimento per infiltrazioni della camorra – dopo la richiesta, giunta all’Ente il 27 gennaio 2011, da parte della società “Gricignano 7” (rientrante nel “Consorzio per Gricignano”, realizzatore della cittadella americana Us Navy, e dunque nella sfera dei Coppola) di avere la cessione della piena proprietà dei terreni situati nelle vicinanze del centro residenziale americano. Proprietà che servirebbe al consorzio per la vendita complessiva delle abitazioni al Comune di Napoli, nell’ambito di una convenzione in materia di edilizia popolare.

Unavicenda abbastanza complessa, per la quale occorre fare un salto nel passato, fino agli anni ‘90. Nel 1994 il Comune di Gricignano, allora retto dall’amministrazione Moretti, approvò il programma costruttivo, presentato dal “Consorzio per Gricignano”, in cui, oltre all’intervento di edilizia convenzionata, era previsto l’insediamento dei militari della marina degli Stati Uniti d’America su una superficie di 815.338 metri quadri per complessive 3600 unità abitative. Dieci anni dopo, il 25 febbraio 2004, periodo della prima amministrazione Lettieri, venne approvato il “riassetto del programma costruttivo”, presentato dal Consorzio, con il quale il Comune e lo stesso Consorzio convenivano di modificare il programma costruttivo. Iniziò dunque la costruzione, in diritto di superficie (senza la piena proprietà dei terreni), delle cosiddette “cooperative” nella zona adiacente alla Us Navy da parte di diverse società consorziate, tra cui la “Gricignano 7”.

Fin qui tutto tranquillo, fino al 4 novembre del 2008, nel pieno della seconda amministrazione Lettieri, quando fu deliberata la possibilità di trasformare il diritto di superficie (già acquisito dai concessionari dei lavori) in diritto di proprietà, con la cessione, appunto, della nuda proprietà alle cooperative. A quel punto si creò una profonda frattura all’interno della maggioranza Lettieri: da una parte, il “gruppo del sindaco” che riteneva necessaria questa operazione per evitare il dissesto finanziario del Comune, chiamato ad estinguere un debito di 1 milione e 644mila euro riguardante lo sforamento del Patto di Stabilità e gli arretrati con l’Acquacampania, relativamente alle acque di depurazione, nonché ad estinguere alcuni mutui; dall’altro i cosiddetti “scissionisti” della maggioranza (poi passati all’opposizione nell’estate 2009) che chiedevano un parere tecnico-legale prima dell’approvazione definitiva. La vicenda portò anche alle dimissioni del sindaco, poi ritirate nella seduta del 4 novembre 2008, quando la maggioranza (rinfoltita da ben tre arrivi dall’opposizione) all’unanimità approvò la delibera.

A quel punto iniziaronoa girare voci su un dietrofront del consorzio, che considerava esosa la cifra al metro quadro stabilita. Dal Comune nessuna conferma o smentita, e la vicenda finì nel dimenticatoio. Nel gennaio 2011, a distanza di due anni, arrivò la richiesta della società “Gricignano 7”, che intanto aveva stipulato la convenzione con il Comune di Napoli proprio in forza di quella delibera, nonostante la ritenesse “incongrua”. E dall’ultima deliberazione dei commissari finalmente si venne a sapere cosa accadde dopo quel 4 novembre 2008. O meglio, venne confermato che il 6 marzo 2009 il Consorzio comunicò al sindaco che i soci ritenevano “non in linea con la normativa” le valutazioni svolte per il calcolo delle somme dovute per la cessione del diritto di proprietà, e che quindi non confermò l’adesione a quanto deliberato.

Ma quanto avrebbe dovuto guadagnare il Comune dalla vendita della proprietà? Anche su questo punto vi sono delle incertezze, poiché nel 2008 si parlò di 44 euro al metro quadro che, calcolati per 530mila metri quadri oggetto di vendita, facevano circa 23,3 milioni di euro. Resta il fatto che quella delibera non è stata mai revocata (nonostante fossero scaduti i termini previsti) e in tal modo si è consentito alla società consorziata di partecipare alla gara con il Comune di Napoli.

Tra l’altro, come si evince dalla relazione del Ministero dell’Interno (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale), da cui è scaturita la proroga alla commissione straordinaria di ulteriori sei mesi (fino all’agosto 2012), la stessa società di costruzioni sarebbe debitrice di somme (in corso di quantificazione) al Comune di Gricignano, nell’ambito di un accordo dilatorio al tempo intercorso con la precedente ditta concessionaria del servizio di accertamento e riscossione dei tributi.

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